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Il progetto

Alluvione in Toscana, nasce la app per guidarci nelle allerte: «Chat Gpt ci salverà dalle alluvioni»

di Giulia Poggiali
Alcuni danni provocati dall’alluvione dello scorso 2 novembre
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Alcuni danni provocati dall’alluvione dello scorso 2 novembre

Mauro Grassi, ex direttore di Italia Sicura: «Sfrutta l’intelligenza artificiale e la presenteremo alla Earth Tech Expo 2023». L’idea nasce da un’amara verità

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FIRENZE. Chat Gpt ci salverà dalle alluvioni. E lo farà attraverso una piattaforma di dialogo istantanea che potrebbe aiutarci nei momenti di pericolo, suggerendoci i comportamenti da adottare in caso di alluvioni e terremoti. Mauro Grassi, ex direttore di Italia Sicura, la struttura dedicata al contrasto del dissesto idrogeologico sotto il Governo Renzi, la presenterà insieme a Erasmo d'Angelis alla Earth Tech Expo 2023 di Firenze, in programma dal 15 al 18 novembre alla Fortezza da Basso. Un progetto salvavita, che potrebbe essere presto alla portata di tutti.

Il progetto

Una app dalla risposta completa ed immediata, capace di fornire tutti gli elementi necessari per sfuggire al rischio catastrofi e guidarci durante una allerta. No, non si tratta di un romanzo di Isaac Asimov, ma degli ultimi progressi della tanto amata (e odiata) intelligenza artificiale. La piattaforma nasce da un'amara verità: il Piano di protezione civile (Ppc) comunale raramente viene consultato dal cittadino, anche per via della sua mole. «Il Ppc, per sua natura, deve contenere tantissime informazioni, su tutti i rischi possibili. Corredato da ampie cartine geografiche, è un documento ottimo dal punto di vista informativo, ma i cittadini non possono sfogliarsi un volume di 400 pagine con allegati – spiega Grassi, oggi direttore della Fondazione Earth Water Agenda che organizza la manifestazione – L'intelligenza artificiale è in grado di selezionare le informazioni che il cittadino vuole, illustrate con il linguaggio che preferisce, quello comune».

La piattaforma inoltre permette ai cittadini di confrontarsi quotidianamente con il rischio indotto dal cambiamento climatico, i cui effetti sono sotto i nostri occhi: dalle piogge fuori dal comune, all'estate prolungata, dal freddo improvviso ai venti forti. «La app è la base per formare al rischio i cittadini di tutte le età, che ad oggi, non sanno cosa fare in caso di necessità. Dobbiamo convivere con il rischio – spiega Grassi – Se informato, il cittadino poteva sapere in tempo reale le condizioni del Bisenzio, e da quel momento, poteva reagire: raccogliere i suoi beni preziosi, mettere in salvo gli altri membri della comunità e andare ai piani alti della propria abitazione. Mitigare, nel limite possibile, i danni; ecco la filosofia dello strumento. I cittadini non devono più morire per le alluvioni andando a prendere la macchina in garage o stando in casa con l'acqua sopra il ginocchio».

Parliamo ancora di un prototipo, ma che potrebbe divenire presto realtà grazie al gruppo di coordinamento che è composto da Earth Water Agenda Foundation, dal Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e dall’Università di Firenze, quindi da un Comitato istituzionale che prevede anche la partecipazione di Ispra, del Comando Nazionale dei Vigili del Fuoco e di A Toscana. Inoltre l’idea progettuale sarà realizzata con la collaborazione scientifica di Leonardo spa.

Difendere il territorio

Mauro Grassi era il direttore di Italia Sicura, la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico a Palazzo Chigi, nata per sbloccare fondi e cantieri delle opere volte mettere in sicurezza il territorio. Molti i progetti finanziati, ma sono altrettanto numerosi quelli che sono stati annullati con l'ingresso del primo governo Conte nel 2018, che ha cancellato Italia Sicura. «Abbiamo approvato il finanziamento di quattro casse di espansione a Figline che sono, al momento, in costruzione. Dovrà essere innalzata la diga di Levane, per trattenere l'acqua in caso di criticità dell'Arno. Poi parliamo della cassa di espansione dei Renai, che interessa la parte di Lastra a Signa, e quella lungo la Sieve, un affluente da tenere sotto controllo». Anche i torrenti, quelli di piccole dimensioni, sono importanti. In Toscana ne abbiamo molti e si caratterizzano per la costante gestione che richiedono: in estate non presentano molta acqua, a differenza dell'inverno, il cui eccesso li rende pericolosi. I lavori risultano così necessari, soprattutto per via delle forti piogge che sono delle vere e proprie flash flood che stanno trasformando questo mese di novembre in un'anomalia: «E' il mese più piovoso dell'anno e in norma cadono 120 ml di acqua, ma quest'anno è come se avessimo avuto un doppio novembre perché sono caduti ben 250 ml di acqua in pochi giorni nelle zone di Prato e Pistoia. I lavori possono mitigare il rischio, non azzerarlo, ovviamente», afferma Grassi.

La prevenzione

Le due importanti alluvioni che hanno colpito la Toscana e l'Emilia Romagna, per quanto devastanti, hanno evidenziato un dato positivo, che lascia comunque l'amaro in bocca. Le due regioni sono da considerarsi virtuose in termini di investimenti, ma sono le prime di una classe, ovvero l'Italia, da bocciare: «Il livello del paese è critico. In generale spendiamo molto per le emergenze e troppo poco per la prevenzione. Bisogna pensare ad un piano ventennale».
 

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