Attenzione
Alluvione e rifiuti, due mesi per pulire Campi Bisenzio: per rimuoverli arriva l’esercito
Alia raddoppia mezzi e sforzi, in aiuto anche camion e operatori di altri gestori. In via Palagetta nasce il “cimitero” delle automobili travolte da acqua e fango
CAMPI BISENZIO. Massimo due mesi, forse un mese e mezzo. Questo il tempo stimato per rimuovere tutti i rifiuti dalle strade di Campi e procedere allo stoccaggio. A una settimana dall’alluvione che la sera di giovedì scorso ha colpito la città, entrando prepotentemente nelle case e nelle vite di due terzi della popolazione e sconvolgendole, molte zone del Comune sono ancora invase da montagne di mobili, elettrodomestici e ricordi impastati di fango e ormai inservibili. A dare una mano adesso è arrivato anche l’esercito, le prime unità hanno fatto il loro ingresso ieri nel tardo pomeriggio a San Donnino e oggi inizieranno a lavorare sulle strade, dove gigantesche cataste di rifiuti da cui emergono pezzi di vita, resi quasi irriconoscibili, si susseguono. Un triste spettacolo che si ripete in quasi ogni angolo del paese, soprattutto nelle case che per ultime sono state liberate dall’acqua e che vengono svuotate grazie all’aiuto dei tanti volontari che ogni giorno continuano ad arrivare.
I mezzi di Alia sono a lavoro senza sosta per ripristinare al più presto una “normalità” e ogni notte intervengono su una porzione prestabilita del territorio per portare via le montagne di rifiuti accatastate ai lati. Un lavoro titanico, vista la mole di materiale per la discarica. Quattro i mezzi “con ragno” messi in campo inizialmente, saliti a nove da ieri, solo per quanto riguarda il comune di Campi. Ieri sono arrivati camion e operatori di Hera a dare man forte ed altri arriveranno nei prossimi giorni da altri gestori. Un dispiegamento di forze senza il quale non sarebbe immaginabile creare le condizioni per far rialzare una comunità distrutta dalla catastrofe. I numeri raccontano meglio di ogni cosa le proporzioni del dramma che i cittadini stanno vivendo. Nei primi quattro giorni di lavoro dall’alluvione si stimano raccolti tra le 800 e le 1.000 tonnellate di rifiuti al giorno, stoccate nell’ecocentro di via Paronese a Prato, dove Alia fa confluire il materiale raccolto lungo le vie di Campi, ma altri punti di accumulo sono presenti sul territorio per chi volesse conferire i rifiuti autonomamente. Tre sono infatti le opzioni studiate per rimuovere i rifiuti dalle strade della città. La prima è quella di accatastare, come già avvenuto in questi giorni, il materiale alluvionato fuori dalle abitazioni, a bordo strada, cercando di differenziare i rifiuti elettrici ed elettronici e i rifiuti pericolosi da tutti gli altri in modo da facilitare il successivo smaltimento. Questi rifiuti vengono recuperati dai mezzi di Alia e della protezione civile, seguendo il calendario condiviso ogni giorno dal Comune, e portati nelle aree pubbliche di accumulo e da qui, in un secondo momento, alla discarica.
La seconda possibilità è quella data ai cittadini di raggiungere con mezzi propri gli ecocentri a Prato, San Donnino, Calenzano e Sesto Fiorentino, saranno aperti fino a sabato dalle 7 alle 19. Anche per chi si dovesse recare agli ecocentri, la richiesta è quella di separare i rifiuti elettrici da tutti gli altri. Terza opzione è quella di raggiungere le aree pubbliche di accumulo autorizzate dai Comuni, per Campi quella scelta è il parcheggio pubblico in via Chiella. E proprio passando da via Chiella emerge con tutta la sua drammaticità l’immagine della devastazione che ha colpito la comunità campigiana. Una montagna di frigoriferi e lavastoviglie che si susseguono a perdita d'occhio, camion e ruspe che lavorano senza sosta e scaricano una quantità incalcolabile di pezzi di mobilio ormai irriconoscibili. E poi c'è l’enorme cimitero di automobili che è diventato il parcheggio della nuova Coop di via Palagetta. Lì, dove si trova il cantiere per la realizzazione del nuovo negozio, è stato individuato il punto in cui portare tutte le vetture danneggiate dall’alluvione. Una lunghissima serie di auto incrostate di fango, rimaste immerse per giorni nell'acqua e ormai inservibili che affrontano il loro ultimo viaggio in carroattrezzi. Tutti oggetti certo, ma che raccontano quanto la vita dei campigiani sia stata stravolta dalla furia dell’acqua e quanto ci sia ancora da lavorare per risollevare una popolazione in ginocchio.
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