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Elezioni a Firenze, il Pd apre a Montanari candidato. Ma lui, per ora, declina l’invito

di Luca Gasperoni
Elezioni a Firenze, il Pd apre a Montanari candidato. Ma lui, per ora, declina l’invito

Comunali, Nardella netto sul prof: «Prendo atto che ha rifiutato»

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FIRENZE. Aperture e passi indietro, una sorta di balletto per il destino di Firenze. Nella consapevolezza che la soluzione al rebus dovrà passare, giocoforza, dai vertici dem e grillini. Chiamatelo effetto Tomaso Montanari, la suggestione di una candidatura per Palazzo Vecchio del rettore dell’Università di Siena con un inedito asse Pd-M5s che rimbalza da giorni tra Roma e Firenze. Tirando in ballo Elly Schlein e Giuseppe Conte, protagonisti di un serrato corteggiamento per la partita fiorentina che potrebbe rappresentare la pietra angolare su cui costruire una futura alleanza.

Ma nel mezzo ci sono degli equilibri da trovare a livello locale, sia per la distanza tra dem e grillini, sia per la nota ostilità al professore dell’area riformista e soprattutto del fronte renziano. E così, se il segretario regionale dem, Emiliano Fossi, apre all’eventualità rilanciando l’auspicio di Montanari di una grande coalizione delle forze progressiste, il sindaco di Firenze Dario Nardella allontana l’ipotesi rivendicando l’onere dem di indicare il nome del futuro candidato. Mentre il diretto interessato, sempre più sotto i riflettori della stampa, tenta di allentare la pressione in attesa delle condizioni giuste per rompere gli indugi: «Un’intera pagina del Corriere della Sera stamani (ieri per chi legge, ndr) per esorcizzare una mia candidatura a sindaco di Firenze: niente panico, simpatici amici, il mio mandato di rettore scade nel 2027».

Ma la partita è tutt’altro che archiviata. Ne è la prova il crescente fermento in casa dem: la possibilità di una candidatura del rettore fiorentino che sogna di fare della città un laboratorio politico nazionale, infatti, riscuote allo stesso tempo consensi e bocciature. «Ha ragione Montanari quando dice che sul Pd e sulle forze progressiste c'è la grande responsabilità di costruire una coalizione per Firenze attorno a un'idea di società, di città e di sviluppo. È la sfida che abbiamo davanti perché si chiude una stagione e dovremo aprirne una nuova”, commenta Fossi mandando un messaggio di apertura. L’ipotesi di una saldatura Pd-M5s con l’aggiunta di Sinistra Italiana, Verdi e magari anche Azione, infatti, è in linea con la visione del segretario toscano dem che teorizza da mesi la nascita di una coalizione tutta a sinistra, tagliando il cordone ombelicale con Italia Viva così da inaugurare una stagione di discontinuità. Con una premessa però: «Stiamo lavorando in primis sul programma e sulla coalizione, il nome arriverà dopo questo sforzo». Ma c’è, assicura, «la volontà di aprirsi al coinvolgimento delle personalità migliori che la nostra città può offrire». Di segno opposto le parole del sindaco Nardella che tre anni fa querelò per diffamazione Montanari e per le elezioni punta forte sulla linea della continuità con l’assessore Sara Funaro: «Non partecipo al totonomi. Prendo atto che lui stesso ha escluso questa ipotesi. Non so chi l'abbia avanzata, sinceramente». Ma anche nel caso di un’alleanza con il M5s, ci tiene a precisare, «resta il fatto che noi, come forza principale della città, abbiamo l'onere di indicare una proposta di candidatura e di programma, cercando di costruire un'alleanza più ampia possibile, ma sulle cose concrete che interessano i cittadini e intercettando i bisogni del territorio».


 

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