Italia
Calenzano, addio al bosco verticale: costa troppo e l’erba si sciupa
Installato per coprire la cabina Enel, verrà sostituito con un’altra opera
CALENZANO.Fosco lascerà la sua postazione sulla ex cabina elettrica in piazza Vittorio Veneto vicino al Municipio di Calenzano. Fosco è il bosco verticale creato dall’artista Clet e installato nel 2015. Con il tempo però e i problemi climatici avevano colpito il verde verticale che aveva perso il colore e richiesto una maggiore manutenzione.
Nell’ultima seduta del consiglio comunale il sindaco Riccardo Prestini ha annunciato che Fosco verrà smontato e al suo posto Clet sistemerà un progetto artistico diverso. Il bozzetto del nuovo progetto sarà presentato al Comune di Calenzano alla metà di novembre. E non è escluso che si tratti di un’altra installazione che induca a riflettere su cambiamenti climatici e transizione ecologica.
«Sarà una nuova configurazione della facciata della cabina Enel», ha detto il primo cittadino rispondendo ad una interrogazione sullo stato del verde verticale presentata dal capogruppo della Lega Daniele Baratti. «Finalmente, dopo aver speso oltre 70mila euro di soldi pubblici – dice Baratti della Lega – l’amministrazione ha deciso di abbandonare questo progetto sostituendolo, si spera, con qualcosa di più sostenibile economicamente. I conti sono fatti: 15mila euro per la spesa iniziale, 27mila euro per il cambio del tipo di erba, e circa 35mila euro per la manutenzione di questi anni. Un capolavoro politico». Il sindaco ha poi aggiunto che il Comune ha trovato un accordo con la ditta che si occupa della manutenzione: i 9mila euro di pagamento previsti dal contratto serviranno per lo smontaggio della struttura del bosco verticale.
La nuova opera che andrà ad abbellire la cabina Enel, ha detto il sindaco Prestini, «sarà realizzata con materiali diversi e sarà un’opera che manterrà una sua staticità». Rispondendo al capogruppo Baratti sul verde verticale voluto dalla precedente amministrazione, il sindaco ha risposto che «non giudico negativamente la proposta di Fosco che partiva dall’esigenza di riqualificare un punto importante del centro, ma oggi la situazione, dati anche i cambiamenti climatici, è mutata».
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