Firenze paralizzata per la fuga di gas, il Comune chiede i danni alle ditte
L’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti: «Avevano la mappa dei tubi». E sul caso-traffico ammette che non esiste in piano B
FIRENZE. Allerta meteo, ora di punta, e una grande perdita di gas: la tempesta perfetta che martedì ha mandato in tilt il traffico fiorentino. Code ovunque e cittadini chiusi per ore nelle loro auto sotto la pioggia battente nel disperato tentativo di tornare a casa. Questa è l’immagine che meglio di ogni altra racconta il grande nodo da sciogliere in città: l’assenza di una viabilità alternativa che permetta di intervenire sul traffico quando accadono episodi come quello di due giorni fa.
Basta un incidente e il caos è servito. Gli esempi di situazioni simili non mancano: circa un mese fa una chiazza d'olio bloccò il traffico tra via Santa Caterina d'Alessandria e piazza Indipendenza, stessa cosa alcuni giorni fa con il restringimento della corsia per i lavori al tombino nel viale Strozzi. Andando più indietro nel tempo, un caso paragonabile a quello accaduto in piazza della Libertà è avvenuto nel 1997, quando la rottura di un tubo dell'acqua in viale Belfiore allagò la città, dalla vasca dei cigni alla Fortezza fino a Porta a Prato, creando code fino all’Osmannoro. Una situazione complessa, evidenziata dall’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti, che intanto vuole vederci chiaro sull’incidente; chi è intervenuto sul cantiere infatti avrebbe dovuto essere a conoscenza della situazione dei sottoservizi dato che il Comune aveva fornito la mappatura. Su questo e sul danno economico che ne è derivato l’assessore intende confrontarsi a breve con chi ha eseguito i lavori. Ma riportiamo le lancette indietro, a martedì pomeriggio. «Intorno alle 16.30 ieri (martedì, ndr) stavamo facendo un incontro con gli uffici della tramvia e i responsabili dei lavori quando è arrivata la notizia – ricorda Giorgetti – La cosa più importante era mettere in sicurezza l’area, i vigili del fuoco ci hanno detto di chiudere alcune viabilità e da lì è iniziato il blocco in città».
A complicare il tutto l’allerta meteo, che aveva spinto molti cittadini a scegliere l’auto al posto del motorino o dei mezzi pubblici. «La fuga di gas era importante e pericolosa – spiega l’assessore – tant’è che intorno alle 18.30 i vigili del fuoco ci hanno chiesto di spegnere l’illuminazione e i semafori. La chiusura di via Lorenzo il Magnifico, viale Matteotti, via del Ponte Rosso e via Bolognese ha creato il blocco in tutta Firenze. Con Toscana Energia, è partita la rincorsa nell’organizzare la riparazione. Intorno alle 19 la Municipale ha scortato i tecnici specializzati che hanno eseguito l’intervento sulla tubazione di media pressione, da cui fuoriusciva tantissimo metano. Ne hanno ridotto l’afflusso e iniziato la riparazione che è finita intorno alle una».
Da quanto è emerso, durante i lavori è stata forata la tubazione, «adesso dovrà essere cambiato un tratto di tubo – precisa Giorgetti – ma non è emersa la necessità di allargare il cantiere e l’intervento verrà fatto nei tempi previsti».
Ma come sia stato possibile un simile incidente dato che le ditte dovrebbero avere una mappa dei sottoservizi? «Sì, hanno la mappatura – conferma l’assessore – Nei prossimi giorni ci incontreremo con le imprese perché vogliamo capire come è successo, questa tubazione non era da sostituire. Probabilmente è stata colpita nel corso di altre lavorazioni».
Intanto però c’è il danno economico: il costo dell’intervento, l’enorme quantità di gas andato perso, ma anche i danni subiti dai cittadini che hanno dovuto chiudere le loro attività per l’evacuazione. «Insieme dovremo affrontare anche l’aspetto economico per i danni provocati», conferma. Non si tratta nemmeno del primo caso, un precedente recentissimo è quello di via Cavour, anche se come evidenzia Giorgetti, «lì si trattava di un allacciamento su una tubazione da sostituire».
Certo, quel che emerge è che basta un singolo incidente per mettere in ginocchio la viabilità cittadina. E l’assessore conferma, non c’è un “piano B” a cui ricorrere: «Non abbiamo viabilità alternative che ci consentano di smaltire il flusso di auto che avevamo martedì a quell’ora in città. Basta un incidente negli orari di punta, il tombino di qualche settimana fa o un mezzo in panne nel sottopassaggio di viale Strozzi. Anche se quello di martedì è stato un caso eccezionale; avevamo in strada oltre 50 agenti di polizia municipale, tutte le forze che in quel momento erano di turno e che sono rimaste sul posto. Abbiamo cercato di avvisare le persone, ma chi si è incastrato nelle code poi non ha avuto modo di prendere viabilità alternative».
E poi ci sono gli onnipresenti cantieri della tramvia, che però in questo caso più che causare rallentamenti sono stati “protagonisti” involontari dell’incidente. Per l’assessore alla mobilità in una situazione così complessa non sarebbe stato sufficiente nemmeno aprire la Ztl per sbloccare la situazione: «Con le viabilità piccole che abbiamo nel centro storico, aprire la Ztl avrebbe voluto dire riempire anche tutto il centro senza risolvere il problema. A volte lo abbiamo fatto per incidenti localizzati, però vista la mole di traffico non era una soluzione da attuare».
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