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Firenze, città bloccata per ore da una fuga di gas: chi ha causato il danno, il caos e la riparazione
A provocare la rottura di un tubo sono stati i lavori al cantiere della tramvia. Oltre 70 gli evacuati: traffico a lungo in tilt in città, con pesanti disagi
FIRENZE. Chi lavora vicino al parterre, a due passi da piazza della Libertà, quel sibilo capace di entrarti nella testa lo ha sentito subito. Con l’udito e con l’olfatto. Quasi come un fischio sordo. I vigili del fuoco, arrivati sul posto, hanno capito immediatamente che il primo passo da compiere era quello di liberare il più possibile l’area. Nel frattempo, Firenze si è paralizzata fino all’alba di questa mattina. Gente evacuata dai palazzi, uffici e strade diventate deserte come durante il lockdown, e colonne interminabili di macchine insieme a clacson impazziti: è successo tutto poco dopo le 16,10.
La fuga di gas metano causata dalla rottura di una tubazione di media pressione nell’area, avvenuta, secondo quanto si è appreso, nel corso dei lavori per la tramvia, ha fatto scoppiare il pandemonio in città. Sono state una settantina le persone fatte uscire in fretta e furia dai vigili del fuoco da case, esercizi commerciali e uffici, senza contare quelle che, dopo aver avvertito le forti esalazioni, avevano già provveduto ad allontanarsi da sole. Angela, titolare del bar “Fuori Orario” ha capito di dover fare in fretta, soprattutto quando a fargli il gesto di dover uscire è stato un vigile del fuoco. «C’era un sibilo fortissimo, l’odore stava cominciando a farsi importante. Ci hanno detto chiaramente che avremmo dovuto abbassare la saracinesca per motivi di sicurezza e non abbiamo aspettato. Nel frattempo, anche i dipendenti del parterre sono stati fatti uscire. E da quel momento è cominciato il lungo pellegrinaggio verso casa: dopo due ore sono ancora in piazzale Donatello».
Anche la nostra redazione è stata fatta evacuare: i pompieri hanno suonato i campanelli di tutti gli uffici, chiedendo di lasciare subito le stanze. Siamo riusciti a rientrare in tarda serata, camminando in un viale Don Minzoni a dir poco spettrale, giusto per recuperare pc e qualche effetto personale. In un attimo, nell’ora di punta del pomeriggio di ieri, per di più sotto una pioggia a tratti battente, il caos ha preso la forma di serpentoni di auto incolonnate. Una delle aree più trafficate della città, snodo nevralgico per raggiungere le varie direttrici oltre che punto di riferimento per le fermate dei bus diretti in Mugello e in Valdarno, si è trasformata in un’area deserta, a tratti spettrale, con le sole divise dei pompieri e i lampeggianti delle sirene a illuminare l’area, circondata, tutto attorno, dal microcosmo di automobili, motorini e bus imbottigliati.
Una micro-città fantasma con l’inferno di vetture e caos intorno. «Non potevamo fare diversamente - ha detto l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti -. Dovevamo impedire l’accesso alla piazza: c’era troppo pericolo. Viale Spartaco Lavagnini, viale Matteotti, viale Gramsci sono diventati un lungo fiume di fari e auto. La città si è paralizzata, da nord a sud, con ripercussioni fino all’Oltrarno, quartiere sulla riva opposta al fiume Arno rispetto a piazza della Libertà: non si è salvato nessuno. Attorno alle 17, dalla Fortezza da Basso fino allo stadio c’è stato chi ha impiegato più di un’ora e mezzo per arrivare, un’eternità, considerati i 20-25 minuti negli orari più trafficati. La zona interessata dalla fuga di gas è stata isolata e messa in sicurezza insieme ai tecnici di Toscana Energia, l’azienda che gestisce la rete del gas, i cui tecnici sono intervenuti nella riparazione. Non si sono fermati un attimo, continuando per tutta la notte ad avvicendarsi pur di risolvere il problema ed evitare ulteriori ripercussioni sulla viabilità, finita già sotto stress.
Mentre le squadre erano al lavoro, sui social i cittadini hanno sfogato la propria rabbia, tra consigli lanciati – per esempio l’apertura straordinaria delle Ztl per far defluire il traffico – e suggerimenti sui tragitti diventati peggio di gironi danteschi. Chi, invece, pur vicino a piazza della Libertà, non è stato fatto evacuare, è rimasto chiuso in casa, a finestre rigorosamente chiuse. Non senza paura.
Stamani, i vigili del fuoco, dopo un controllo strumentale effettuato all'interno dei condomini, hanno fatto rientrare gli abitanti nelle proprie abitazioni e anche la viabilità in zona piazza della Libertà è stata riaperta.
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