Gioco
Nemmeno la guerra in Israele ferma i volontari dell’associazione fiorentina nel nucleo trasporto trapianti
Due le operazioni portate a termine dopo l’attacco di Hamas. Il presidente Pieraccini: «Grazie a chi ha messo a repentaglio la propria vita per salvarne un’altra»
FIRENZE. Più forti di tutto, anche della guerra. In nome della vita. È la storia di due volontari dell’associazione fiorentina del Nucleo operativo di protezione logistica dei trapianti (Nopc), eccellenza mondiale nel trasporto di midollo osseo salvavita per i pazienti in attesa di trapianto per leucemia, presieduta da Massimo Pieraccini. Rosanna Modica, la volontaria (in foto) che si è ritrovata in mezzo alle bombe a Gerusalemme mentre aspettava di volare in Italia per ritirare un midollo osseo fondamentale per una donazione, e Massimiliano Napolitano, che dopo un surreale arrivo a Tel Aviv è riuscito a risalire su un volo per raggiungere un ospedale del sud Italia e consegnare il dono della vita.
«Mentre ero in strada, racconta Rosanna Modica, è suonata una sirena, si sono sentite delle esplosioni. Nella camera del mio albergo, dove mi ero rifugiata, ho sentito suonare di nuovo la sirena ed è scattata la richiesta di scendere tutti nel bunker sotterraneo dell'hotel. Ci siamo trovati in una stanza lunga e stretta, spaesati e increduli. Mancava l’aria». Da qui, sempre in contatto con la sala operativa del Nopc insieme all’Ibmdr, banca dati italiana che trova a livello mondiale i donatori e affida all'associazione fiorentina le missioni per il trasporto, è stato pianificato il rientro in Italia. Sì, perché il giorno programmato per il ritiro del midollo osseo, la donazione ha avuto corso e nonostante la cancellazione dei vari voli, la volontaria è riuscita a tornare in Italia. «L’abbraccio della dottoressa del centro trapianti è stato un momento di pura felicità».
L’altro volontario, Massimiliano Napolitano, ha computo la sua missione il 10 ottobre: «Dopo un viaggio con itinerario cambiato più volte a causa della costante cancellazione dei voli, nonostante fossi in Spagna per un'altra missione da cui sarei dovuto volare direttamente in Israele, sono dovuto ripassare da Italia e Turchia prima di arrivare in una Tel Aviv deserta. Dopo un giorno, chiuso in albergo e qualche allarme, sono andato all'ospedale e poi in aeroporto. Qui il personale mi ha assistito per farmi superare i controlli di sicurezza, poi l'imbarco l’arrivo in Italia, fino a raggiungere l'ospedale del sud dove ho consegnato il dono della vita».
«Un grazie speciale a questi due volontari: una che si è trovata nell’infermo scatenato da Hamas e uno che non ha rinunciato ad andarci a dramma scoppiato pur di non perdere la possibilità di aiutare una vita a riprendere il suo cammino. Due veri esempi di capacità e coraggio». dichiara Massimo Pieraccini che del Nucleo Operativo Protezione Civile Logistica dei Trapianti è il Presidente e fondatore. «Non è così scontato che ci sia qualcuno disposto a mettere a rischio la propria vita per salvare quella di qualcuno che probabilmente non conoscerà mai, ma fortunatamente una parte buona di umanità ancora c’è e siamo felici ed orgogliosi di farne parte insieme ai donatori, alle associazioni del dono (Admo, Aido, Avis) alle istituzioni come l’IBMDR e il Centro Nazionale Trapianti, e ai nostri fantastici volontari che sono sempre pronti a mettere la loro vita in pausa per raggiungere qualsiasi angolo del mondo dove un donatore si sia reso disponibile. Tutti insieme per rendere questo mondo un posto migliore, in contrapposizione a chi le vite le sacrifica come nel caso di queste guerre» ha concluso Pieraccini.
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