Il Tirreno

Firenze

Il dibattito

Firenze, alla fiaccolata in tanti ma non tutti: no dell’associazione Italia-Israele

di Valentina Tisi

	Il padre Bernardo Gianni
◗
Il padre Bernardo Gianni

Il corteo partirà dal ponte alle Grazie per raggiungere la basilica di San Miniato

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Da destra a sinistra, è una pioggia di adesioni quella che arriva per la fiaccolata per la pace lanciata da padre Bernardo Gianni. La politica, così come moltissime associazioni, stanno raccogliendo l’appello lanciato dall’abate benedettino, che vuole riunire in una grande manifestazione tutta la città, con un particolare richiamo alla comunità ebraica e a quella islamica. Una marcia per la pace silenziosa, senza bandiere o interventi se non quello di padre Bernardo, che partirà lunedì alle 18,30 da Ponte alle Grazie per raggiungere la basilica di San Miniato a Monte. Un gesto che aveva trovato fin da subito il favore dell’imam di Firenze Izzedin Elzir, ma su cui si stanno concentrando anche alcuni veti pesanti. Tra i primissimi ad assicurare la propria partecipazione il sindaco Dario Nardella: «Quando il rumore della guerra si fa più forte, la voce del dialogo deve farsi sentire. Firenze non può tradire la sua vocazione di città della pace. Per questo parteciperò alla marcia della pace». Anche il presidente della Regione Eugenio Giani ha confermato che ci sarà. Presente poi l’assessora al welfare Sara Funaro, mentre il capogruppo dem Nicola Armentano, che è anche consigliere delegato allo sport della Città metropolitana, auspica: «Che il mondo dello sport con Coni, Cip, Uisp ed enti di promozione accolga l’invito e possa contribuire a dare forza al dialogo». Ci sarà il Pd in piazza, lo stesso segretario regionale Emiliano Fossi nei giorni scorsi aveva assicurato che il Partito sarebbe stato presente ovunque si sosteneva la pace fra «due popoli e due Stati», ma anche Italia viva: «Certo che ci saremo» afferma infatti la consigliera e vicepresidente del consiglio Barbara Felleca. Adesioni bipartisan dalle opposizioni. Da Sinistra progetto comune: «Non mancheremo alla fiaccolata - dicono Bundu e Palagi - dove le comunità, a partire da quelle delle principali religioni monoteiste, si mostrano capaci di fare quello che a larga parte delle istituzioni non è riuscito: cercare l’unità contro la violenza e favorire la richiesta di dialogo» a Lega e FdI. Salvini, da Trento, non ci ha girato intorno: «Speravamo nella fine della guerra a est e ne inizia un’altra in Medio Oriente. Che può essere pericolosa perché quello tra Israele e Palestina è un conflitto che riguarda il mondo islamico e quello c’è ovunque, a Trento, a Milano, a Firenze, a Bruxelles e in Francia».«È un’iniziativa lodevole che parla di pace - sottolinea il capogruppo e segretario provinciale della Lega Bussolin -. Creare canali in questo contesto è positivo, eletti e simpatizzanti parteciperanno». E ancora: «Parteciperò a nome di Fratelli d’Italia» assicura il capogruppo Draghi che in questi giorni sta lavorando a un atto, che spera sia condiviso da tutto il consiglio, per intitolare il ponte della tramvia delle Cascine a Rabin e Arafat. L’iniziativa incassa il favore anche dei Cinque stelle, col capogruppo De Blasi che dichiara «pieno sostegno, con il principale indirizzo di aderire all’unità contro la violenza e favorire la richiesta di dialogo per il raggiungimento della pace» e il consigliere Masi che ricorda «Per noi la pace viene al primo posto, lo ha ribadito lo stesso Conte la scorsa settimana a Firenze». Non esprime ancora la propria posizione la comunità ebraica, che intanto mostra apprezzamento per l’idea: «Sembra un bellissimo invito - sottolinea il presidente Enrico Fink - e apprezzo i toni. Come comunità troveremo il modo di vederci e fare una valutazione ufficiale. A livello personale la trovo molto condivisibile». Una scelta su cui piomba l’altolà del console onorario di Israele Marco Carrai, che vincola la sua presenza alla manifestazione a una presa di posizione dell’imam contro Hamas. Un segnale che sembra rivolto più alla comunità ebraica che a quella islamica. Chi sicuramente non ci sarà è l’associazione Italia-Israele. Il presidente, e consigliere comunale del gruppo Centro, Emanuele Cocollini, annuncia: «Se la pace in Terra Santa ha una possibilità di essere realizzata è solo con la vittoria di Israele contro i terroristi di Hamas. Con tutto il rispetto dovuto a padre Bernardo Gianni, non è questo il momento di generiche fiaccolate per la pace: questo è il momento di stare con Israele». Sì deciso invece dal mondo delle associazioni: Cgil, Uil Toscana, Acli, Libera, fondazione Giorgio La Pira, Cospe, Legambiente, Controradio, Gruppo Emergency Firenze, Centro internazionale studenti e Opera per la gioventù La Pira, Toscana impegno comune, Donne insieme per la pace, Movimento dei Focolari, Associazione piazza San Donato, Empoli per la pace, associazione Nuova Camaldoli, fondazione Balducci, Pax Christi, Libertà e giustizia, Testimonianze e comitato Fermiamo la guerra ci saranno. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web