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Firenze, la prof in arrivo dalla Campania scrive al sindaco: «Neppure le suore mi danno casa»

La mail inviata al sindaco e Nardella
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La mail inviata al sindaco e Nardella

L’appello dell’insegnante a Nardella: «Perfino loro preferiscono affittare ai turisti, rischio la cattedra»

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FIRENZE. «Le città devono avere un'anima e per avere un'anima devono essere abitate!». Perché la logica del mordi e fuggi, quella del turismo vorace e degli Airbnb alimentati dal mercato degli affitti brevi rende breve anche la vita di Firenze, la trasforma in una città-albergo piena di presenze ma priva di esistenze. E soprattutto di opportunità di lavoro. Per questo ha scritto la sua email al sindaco Dario Nardella. «Gentilissimo Sindaco, sono la prof ..., proveniente dalla Campania, con contratto fino al 30 giugno 2024 presso l'Istituto ... di Firenze». Poche parole – perché la brevitas in questo caso facesse presa – con cui un’insegnante in arrivo in città dal Sud si appella a Nardella per chiedergli di fare qualcosa e cambiare verso a una tendenza che sta trasformando non solo il centro ma tutta la città, dove è impossibile trovare una casa in affitto a prezzi accettabile e dunque riuscire a conservare il proprio posto di lavoro. «Prendetevi un minuto per leggere questa disperata richiesta di aiuto – scrive il sindaco postando sulla sua pagina Facebook la lettera della prof in forma anonima – È solo una delle tante mail che mi arrivano ogni giorno da studenti, lavoratori, genitori o anziani sull’emergenza degli affitti. Le conseguenze del mercato delle locazioni turistiche brevi sono visibili a tutti: perdita di identità del centro storico, precarietà abitativa, aumento del costo della vita e una drastica riduzione della disponibilità di alloggi».

Ma cosa dice la lettera dell’insegnante? «Il mio è un accorato appello in quanto a Firenze è diventato impossibile trovare casa – scrive la prof – gli annunci sul web non sono attendibili o non sono veritieri ed altri con prezzi altissimi. Si preferisce fittare a settimana o mensilmente agli stranieri, che pagano somme altissime, invece che ai lavoratori fuori sede. Nemmeno nei vari conventi di suore si riesce a trovare alloggio, preferiscono fittare per brevi periodi ai turisti. E tante lavoratrici/insegnanti come me si trovano con un lavoro, lontane da casa, e senza un posto dove alloggiare. Attualmente sono ospite presso una collega, ma solo per questa settimana e poi cosa dovrò fare? Lasciare il lavoro perché a Firenze i proprietari degli appartamenti non fittano? Eppure se si alza lo sguardo in ogni palazzina il 30% degli appartamenti è vuoto. Così facendo faranno morire Firenze». E infine la notazione più amare e un disperato appello: «Le città devono avere un'anima e per avere un'anima devono devono essere abitate! Chiedo un accorato aiuto, in quanto disperata. Grata se riuscisse ad aiutarmi. PS: Le ho scritto perché Lei ama la Sua città!».

Un appello di fronte al quale Nardella non vuole rimanere inerte, ricordando di aver da poco varato la norma che stoppa la registrazione di nuove locazioni turistiche: «È per questo che il nostro impegno – dice il sindaco – non si è mai fermato. Nei giorni scorsi il Consiglio Comunale ha adottato una delibera per limitare gli affitti brevi in area Unesco. Ma Firenze non può agire da sola, serve una normativa nazionale adeguata che tuteli i cittadini. La casa è un diritto fondamentale ed è dovere di ogni istituzione adoperarsi per garantire un futuro accessibile a tutti».

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