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Stadio Franchi, la Federcalcio spinge per il restyling

di Valentina Tisi
Stadio Franchi, la Federcalcio spinge per il restyling

Firenze: il presidente Gabriele Gravina apre alla possibilità di inserire lo stadio di Firenze nei finanziamenti per il 2032

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FIRENZE. Gabriele Gravina lancia il Franchi per gli Europei del 2032. Il presidente della Federcalcio, presente alla serata inaugurale del nuovo Viola Park, spalanca le porte d'ingresso a Firenze nel gruppo delle città italiane che ospiteranno le partite della manifestazione sportiva. Una benedizione che fa ben sperare e che riuscirebbe a sbloccare la situazione del restyling dello stadio.

Già l’annuncio del via libera della Uefa al ticket Italia-Turchia per ospitare la competizione aveva riacceso le speranze dalle parti di Palazzo Vecchio, indicando una possibile strada per uscire dal vicolo cieco in cui il progetto di riqualificazione si era incagliato dopo il definanziamento di 55 milioni di fondi europei da parte del governo. Portare gli Europei in Italia vuol dire scegliere infatti cinque stadi, che la Figc deve indicare entro il 2026, da sottoporre a un eventuale ristrutturazione per ospitare le partite.

Firenze ci spera. Ma a dare sostanza a quella speranza adesso arrivano anche le parole di Gabriele Gravina: «Firenze può legittimamente aspettare di esserci. Perché abbiamo inserito il progetto con il finanziamento previsto, manca ancora qualcosina – ovvero i ovvero i 55 milioni definanziati per il restyling del Franchi – ma il sindaco Nardella si è attivato in questo senso».

Gli stadi coinvolti saranno cinque, ma potrebbero diventare sei in base a determinate esigenze di calendario. Previsti nella mitica cinquina: San Siro a Milano, l’Olimpico di Roma, lo Juventus stadium a Torno e il Maradona di Napoli. Per ottenere l’ultimo posto rimasto a disposizione Firenze dovrà vedersela principalmente con Bologna e Cagliari, ma le chance sono ottime e le parole pronunciate da Gravina rappresentano un’ulteriore spinta a crederci fino in fondo.

A lanciare la candidatura di Firenze si aggiunge poi un fattore più politico, ovvero il forte rapporto di amicizia che lega il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, a Dario Nardella, non un dato secondario visto che i due Paesi ospiteranno la manifestazione sportiva in tandem. «L'Europeo è un'opportunità – sottolinea il presidente della Federcalcio – sicuramente non un elemento risolutivo di tutti i problemi ma dobbiamo saperla cogliere, che non sia una nuova occasione mancata». E Firenze questa occasione di risolvere il nodo Franchi e portare in città un evento di tale portata non vuol certo sprecarla. Il cronoprogramma è molto preciso, bisogna procedere a tappe serrate. «Abbiamo una prima data da rispettare – spiega Gravina – il 1° ottobre 2026. Entro allora dovremo avere progetti esecutivi e copertura finanziaria su cinque-sei stadi, la prima pietra poi dovrà essere posta entro il 1° marzo 2027. Questo è il risultato minimo ma non possiamo pensare di risolvere il problema infrastrutture così. C'è una necessità urgente che il nostro paese deve affrontare. Dobbiamo fare modo, tutti insieme, che ci sia un’esplosione di entusiasmo per migliorare la cultura sportiva». Una tabella di marcia, che potrebbe avvantaggiare proprio il Franchi. «Entro il primo ottobre 2026 bisogna consegnare la lista di 5-6 realtà italiane e il progetto di Firenze è quello di immediata realizzazione – afferma il presidente – L’auspicio è che possa partire in tempi rapidi. Il primo marzo 2027 si deve procedere con la posa della prima pietra, ma a Firenze si dovrebbe essere già in fase di ultimazione». Tra qualche giorno infatti il Comune di Firenze aprirà il bando di gara per il restyling del Franchi. Tra la fine di novembre e i primi di dicembre è previsto l’affidamento dei lavori e da gennaio prenderà il via la prima fase di interventi propedeutici alla ristrutturazione dell’impianto, nella Curva Ferrovia, la prima a chiudere i battenti. Si partirà con il restauro del cemento armato e con la realizzazione delle curve nuove. Nel frattempo, si sta portando avanti il fronte della copertura, che dovrebbe arrivare intanto alla Curva Fiesole, ma su questo siamo ancora alla fase studio. A evidenziare quanto ci sia bisogno di investire sugli impianti sportivi italiani è stato anche il presidente Uefa Aleksander Ceferin ai microfoni di Sky: «Il livello infrastrutturale dell'Italia, in confronto alla sua dimensione e al suo livello, è davvero povero. Ovviamente ho fiducia, però il governo del paese e le istituzioni dovranno fare qualcosa di più». Una necessità che a Firenze è ben nota. Ma l’occasione dell’Europeo potrebbe davvero rappresentare un cambio di scenario decisivo e rimettere tutto in discussione dopo lo stop ai fondi deciso dal governo. Ospitare la manifestazione permetterebbe alla città di recuperare i finanziamenti perduti e ottenere un budget per la riqualificazione che si aggira intorno ai 200 milioni. A questi potrebbero poi aggiungersi anche investimenti pubblici e privati che, secondo Palazzo Vecchio arriverebbero in città grazie agli Europei per l’area di Campo di Marte, tagliata fuori dai fondi per i Piani urbani integrati. Entrate a cui si aggiunge un indotto per l’evento stimato tra i 50 e gli 80 milioni di euro in proporzione al numero di partite ospitate, che oscillano tra le due e le cinque.
 

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