Firenze, quando l’arte abbatte gli stereotipi Joana Vasconcelos tra cielo e cuore
Gli Uffizi e Palazzo Pitti ospitano tre opere tra mito, storia e irriverenza
FIRENZE. Un enorme paio di sandali a tacco alto, che richiama quelli indossati da Marilyn Monroe nel film “Quando la moglie è in vacanza”, composto non da eleganti maglie metalliche ma da pentole in acciaio specchiante accompagnate dai rispettivi coperchi.
Una spiazzante reinterpretazione della sacra famiglia fatta col cemento, la cui prepotenza e mascolinità viene avvolta dalla dolcezza di un manufatto all’uncinetto e un intreccio di stoffe, lana, cotone, pailettes, perline, piume e led che si ispira a una delle sculture pensili che compongono il ciclo delle Valchirie. Le più importanti installazioni di Joana Vasconcelos, la visionaria artista portoghese, arrivano agli Uffizi e a Palazzo Pitti e saranno visitabili fino al 14 gennaio prossimo.
“Between sky and heart”, titolo dell’esposizione curata dal direttore delle Gallerie Eike Schmidt e dal critico d’arte Demetrio Paparoni, mette sotto ai riflettori le tre opere più iconiche.
La Sala Bianca di Palazzo Pitti accoglierà “Marilyn”, un gigantesco paio di sandali che riporta alla memoria quelli indossati dall’attrice americana, ma niente è come sembra.
Nel contrasto tra la sensualità del femminile e il ruolo domestico a cui è relegato la donna, Vasconcelos trasforma gli strumenti di vita quotidiana decontestualizzandoli attraverso l’assemblaggio, in una potente arma di sfida ai paradigmi di genere.
In Sala di Bona, invece, sarà esposta “Happy family”, una spiazzante reinterpretazione del tema cristiano della “Holy family”. Al posto di Maria e Giuseppe, l’artista sceglie due soggetti della tradizione pagana, una Flora e un Bacco che, cullando il bambolotto-bambino su un morbido “naperon”, lo rendono partecipe di una ritualità pagana. Il messaggio di salvezza del soggetto originale si converte così in un inno alla vita e alla rinascita, in un’esaltazione dell’erotismo e della gioia di esistere.
Sul soffitto della Tribuna degli Uffizi, invece, si staglierà “Royal Valkyrie”, un immenso intreccio di colore in cui le eroine della mitologia norrena rivivono e di definiscono. Adornandole di tessuto, l’artista portoghese restituisce loro la sensualità e la delicatezza di cui erano state private, esaltandone insieme il ruolo di paladine della libertà.
«I tacchi di Marilyn Monroe in proporzioni monumentali – spiega Eike Schmidt – il nucleo familiare tipico (padre-madre-figlio) trasposto in termini irrituali, la donna guerriera ma avvolta di trame colorate e gale all’uncinetto: le installazioni di Joana Vasconcelos ci presentano un crescendo femminista, senza recriminazioni o rancori sui ruoli storici di genere. È proprio l’allegra ironia delle sue creazioni a spiazzarci e a farci riflettere sui ruoli e sull’efficace, dirompente potere femminile» .
Joana Vasconcelos, artista nata a Parigi da genitori portoghesi in esilio, il cui successo internazionale è arrivato con la prima Biennale di Venezia, nel 2005, aggiunge: «Sono un’artista contemporanea. Non mi sarei mai sognata di esporre nel museo in cui sono custodite opere di Leonardo Da Vinci, Michelangelo o Caravaggio. Questo invito è un grande onore. Perché, indipendentemente dal fatto che si parli di artisti vivi o morti, ciò che conta di più è il dialogo che si genera tra le opere. L’edificio stesso costituisce la cornice per la produzione artistica, indipendentemente dal secolo in cui proviene. Questo spazio ha un potere magico, è come una macchina del tempo. La cosa più meravigliosa degli Uffizi è la storia dell’arte».
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