Sicurezza
«Io qui con coraggio e serenità». Filippo Spiezia, il nuovo procuratore di Firenze
Ha assunto l’incarico durante un’udienza nell’aula 28 del Palazzo di Giustizia. Il saluto dell’aggiunto Mazzotta: «Il nostro ufficio ha passato momenti difficili»
FIRENZE. Da martedì 3 ottobre Filippo Spiezia è il nuovo procuratore capo di Firenze. Il magistrato si è insediato durante un’udienza nell’aula 28 del Palazzo di Giustizia, gremita per l’occasione. «Sono animato da spirito di servizio – sono state le sue prime parole dopo essere entrato nel pieno nelle sue funzioni – verso gli uffici giudiziari e verso tutta la comunità fiorentina». Spiezia lascia l’incarico di vicepresidente di Eurojust, l’agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria.
«Mi avvio in questo nuovo percorso – ha aggiunto parlando nell’auditorium del Palazzo di Giustizia – con grande serenità, determinazione, e coraggio. Il coraggio che è necessario per affrontare le grandi sfide che ci attendono. Un coraggio che nasce dalla mia impostazione, basata sull’approfondimento anche maniacale dei problemi e del metodo del confronto».
«Raccolgo il testimone di Giuseppe Creazzo – ha detto ancora – consapevole della responsabilità che mi attende, io mi sento sereno a iniziare questo percorso, forte di un’esperienza che non è solo internazionale, ma anche in virtù di una esperienza professionale fatta sul campo».
«Aspiriamo – ha affermato – a diventare un ufficio modello». La procura dovrà affrontare «le sfide della complessità» e questo sarà possibile, ha precisato ancora Spiezia rivolto ai suoi pm, «solo mettendo insieme le nostre idee e le nostre energie, basando le nostre relazioni sulla reciproca fiducia». Un appello insomma a ritrovare una coralità e un’armonia che non sempre sarebbero state presenti nella storia recente della procura fiorentina. «Ci attendono – ha detto –, sfide di sistema e specifiche della procura». Dopo la partenza di Giuseppe Creazzo, presente ieri all’insediamento di Spiezia, la procura è stata guidata dall’aggiunto Luca Turco, come facente funzioni, e dall’aggiunto Luca Tescaroli, che ha diretto la Direzione distrettuale antimafia.
A ricordare le difficoltà incontrate nell’ultimo periodo dalla procura è stato il procuratore aggiunto Gabriele Mazzotta, nel suo discorso di benvenuto: «La nostra procura è un ufficio che negli ultimi anni ha passato momento difficili – ha detto –, per cause interne ma soprattutto esterne, espressioni di quel generale e mai risolto conflitto tra magistratura e politica, in una insensata guerra di tutti contro tutti». «Siamo sicuri – ha detto rivolto a Spiezia – che la tua maturata esperienza in un ufficio internazionale del Nord Europa gioverà a raggiungere un risultato di rasserenamento». «Basta sfogliare i quotidiani degli ultimi anni – ha precisato ancora Mazzotta – per vedere come la procura di Firenze sia stata oggetto di aspre accuse indirizzate a taluni colleghi, colpevoli in definitiva di aver adempiuto il proprio dovere esercitando l’azione penale». A salutare l’arrivo di Spiezia a Firenze anche il magistrato Giovanni Melillo, a capo delle direzione nazionale antimafia e antiterrorismo: «Oggi abbiamo un procuratore di Firenze nel pieno esercizio delle sue funzioni, e proprio la delicatezza di tali funzioni mi spinge a esprimere la mia personale gratitudine a Luca Turco, che ne ha portato il peso per oltre un anno, a lui e a Luca Tescaroli».
«Come tribunale – ha aggiunto la presidente del tribunale Marilena Rizzo – abbiamo sofferto la mancanza di un punto di riferimento unico. Sono convinta che lavoreremo molto bene insieme». I saluti istituzionali sono arrivati anche dal presidente dell’ordine degli avvocati Sergio Paparo.
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