Toscana
Schmidt candidato a Firenze? La Lega difende il direttore: «Il Pd usa gli intellettuali da salotto»
La reazione dopo la lettera dei 67 che chiede ad Eike le dimissioni prima di candidarsi
FIRENZE. «Il Pd ricorre ancora una volta alla carta dell’intellighenzia da salotto». Così il capogruppo della Lega in Palazzo Vecchio Federico Bussolin smonta la fronda anti-Schmidt che attraverso una lettera aperta chiede al direttore degli Uffizi di lasciare la direzione del museo se intende lanciarsi in politica. Quasi 70 tra intellettuali, artisti e docenti, fiorentini e non solo, spicca infatti tra i firmatari il nome di Giovanni Iovane, storico dell’arte e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, all’attacco del direttore degli Uffizi e possibile candidato del centrodestra alle elezioni del prossimo anno. Tutti pronti a schierarsi in difesa del direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti, attaccato da Schmidt nell’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino, ma soprattutto della Firenze targata Nardella che vede profilarsi all’orizzonte un possibile pretendente alla guida di Palazzo Vecchio.
Il direttore per il momento continua a non confermare né smentire l’intenzione di candidarsi, ma intanto è partito il contrattacco: «Prima di lanciarsi in campagna elettorale – dicono gli intellettuali nella lettera – Schmidt dovrebbe forse aspettare di lasciare il suo mandato di direttore di un museo pubblico». Mettendo le mani avanti, aggiungono poi che la disputa «è indipendente dalle contrapposizioni dei partiti, ma esprime la necessità di riportare il dibattito culturale di una città come Firenze su un altro piano e un tono diverso». Ma il capogruppo della Lega non ci sta: «67 nomi per celarne uno – dice Bussoli – quello del sindaco Nardella, che sappiamo quanto mal sopporta le critiche. Non a caso la lettera arriva dopo le dichiarazioni della candidata sindaca in pectore Sara Funaro. Schmidt nelle sue esternazioni non ha attaccato il sindaco, o un direttore di un museo, ha fatto anzi un atto d’amore per la città lamentandone lo stato attuale: assurdo chiederne le dimissioni da direttore. In un paese democratico, nella Firenze che si batte per i diritti e le libertà, è inaccettabile pensare che una persona debba rimanere senza lavoro per esprimere ciò in cui crede. Ed è inaccettabile che si pensi di poter limitare l’agibilità politica di una persona perché direttore di uno dei musei più importanti del mondo».
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