Il Tirreno

Firenze

Il racconto

Firenze, quel ragazzo svenuto in tram e noi ciechi senza più umanità. Cosa ci sta succedendo?

di Melody Crea

	A sinistra la lettrice
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A sinistra la lettrice

Un uomo accasciato per terra davanti alla porta del mezzo e le persone pensano solo a scavalcarlo: l’ordinaria indifferenza che scuote le coscienze

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Una nostra lettrice, Melody Crea, racconta in prima persona un episodio accaduto su un tram a Firenze: le reazioni di chi ha assistito alla scena portano a delle riflessioni.


Prima settimana di mio figlio alla scuola elementare. Stamattina un po’ di fretta io e lui, entusiasta di andare alla sua nuova scuola, corriamo per salire sulla tramvia alla fermata di Statuto-Muratori alle 8:15 ma, appena mettiamo piede sulla tramvia, vediamo un giovane uomo accasciato per terra proprio davanti alla porta.

Impressionata da questa scena, seguo comunque le persone davanti a me che lo scavalcano per trovare un posto a sedere. Anche io e mio figlio ci sediamo e subito provo a chiedere alle persone intorno a me cosa fosse successo e se qualcuno avesse chiamato i soccorsi. Lo scenario che mi si presenta davanti è a mio avviso quasi più preoccupante della vista di quell’uomo steso per terra. Nessuno sapeva niente, né come fosse finito lì, né se fosse vivo; non so se fosse italiano o straniero, tutti i presenti erano entrati scavalcandolo e si erano seduti come se niente fosse, come se quella fosse una scena normale.

Ci siamo guardati con un altro ragazzo e lui, dopo averlo scosso e constatato che non rispondeva, è andato ad avvertire il capotreno, il quale alla fermata di Piazza Leopoldo è sceso ed ha provato a capire quali fossero le condizioni del ragazzo. Dopo aver provato a svegliarlo ed aver constatato il suo stato di incoscienza, decidiamo di chiamare i soccorsi.

Le linee della tramvia rimangono ferme per poco più di 15 minuti, alcune persone sono impazienti per il ritardo, altri sembrano infastiditi ed ormai rassegnati a vedere persone ubriache o sotto effetto di sostanze stupefacenti in condizioni di degrado sulla tramvia, e mio figlio stesso mi ricorda più volte che non vuole arrivare tardi a scuola. Io lo rassicuro e gli dico che la vita di un essere umano ha la priorità.

L’ambulanza arriva ed il personale sanitario decide di portare l’uomo in ospedale.

Tutto riprende, apparentemente come prima….

Ma con quale coscienza avrei potuto letteralmente passare sopra un essere umano accasciato per terra, sedermi, controllare il cellulare e portare a scuola mio figlio, non facendo niente per non fare ritardo? Cosa avrebbe imparato mio figlio che, vista l’atmosfera calma e probabilmente rassegnata in tramvia, non si era nemmeno allarmato a vedere quella scena?

La situazione di degrado in aumento è sicuramente allarmante e bisogna che le istituzioni agiscano in maniera pronta ed efficace prendendo seri provvedimenti. Ma ogni singolo individuo ha una responsabilità e la cosa che onestamente oggi mi ha fatto più paura è stata l’apatia, la totale indifferenza di giovani e anziani di fronte ad un essere umano accasciato per terra non si sa da quanto tempo. Io per prima non ho toccato il ragazzo perché non sapevo quale reazione avrebbe potuto avere, io stessa ho avuto paura, ma come si può rimanere del tutto indifferenti? Si tratta forse di un meccanismo inconsapevole di protezione? Che senso ha andare a scuola o al lavoro, se intanto non ci accorgiamo e non ci preoccupiamo delle persone intorno a noi? Quali sono le nostre vere e quotidiane responsabilità all’interno di una società che tutti vorremmo definire civile? 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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