Gioco
Ex Gkn, via all’azionariato popolare: pacchetto da un milione di euro
La cooperativa Gff lancia il progetto per la reindustrializzazione
CAMPI BISENZIO. Emesso il primo pacchetto di azioni per la reindustrializzazione dal basso della ex Gkn: prende il via così la campagna di azionariato popolare “100 per 10.000”. L’assemblea dei soci della cooperativa Gff ha emesso ieri il primo pacchetto di un milione di euro di azioni nominali. La cooperativa, che si è costituita a luglio, è composta da 14 soci, di cui nove soci lavoratori e cinque soci sovventori tra cui la Soms Insorgiamo, ed è il soggetto giuridico necessario ad avviare la reindustrializzazione e quindi stringere accordi di vario tipo. Il pacchetto da un milione di euro di azioni, che sarà chiamato “pacchetto solidale”, è rivolto a cittadini, associazioni, movimenti, lavoratori, delegati sindacali, solidali, che diventeranno così parte dell’assemblea della cooperativa, esercitando un controllo sociale sul processo di reindustrializzazione.
Con l'azionariato popolare si crea un esperimento unico nel suo genere, dove nella stessa assemblea potranno sedere i cittadini di Campi Bisenzio, di Firenze e della provincia, ma anche i rappresentanti dei movimenti climatici e sociali internazionali, le comunità energetiche, i circoli Arci e tante altre realtà. Tutte le informazioni saranno intanto rese note su www.insorgiamo.org e sui canali social del collettivo di fabbrica. Il primo socio finanziatore sarà ovviamente la Soms Insorgiamo, associazione del dopolavoro, del mutualismo dei dipendenti Gkn, che domani sera svolgerà un’assemblea per decidere la quota da destinare al sostegno della cooperativa Gff. «I lavoratori, il territorio, le competenze solidali, i movimenti climatici e sociali, hanno difeso la fabbrica prima dalla speculazione finanziaria, oggi dal rischio della speculazione immobiliare – commenta la Rsu ex Gkn –, questa resistenza si è fatta progetto. Ha partorito un piano di reindustrializzazione dal basso, con l'obiettivo di ridare al territorio i posti di lavoro bruciati, creare una fabbrica socialmente integrata al servizio della collettività che l’ha difesa, ripartire con produzioni ecologicamente avanzate, con una struttura di controllo e decisione cooperativa e socialmente avanzata, con una comunità solidale e basata sul mutuo aiuto reciproco. Questo piano non cade dal cielo, ma da due anni di rinvii e immobilismo da parte di un capitale privato assente e incapace. Il tempo gioca contro di noi. Ogni giorno che passa la resistenza diventa sempre più difficile e questo è il calcolo della nostra controparte. Il tempo è ora: spiccare il volo o cadere. Ci meritiamo una vita migliore, noi e tutta la nostra solidarietà, si merita di vedere nascere sotto l’impulso della lotta un polo produttivo a servizio della mobilità sostenibile e un polo di avanguardia delle energie rinnovabili. Proviamoci ancora».
Ma le iniziative portate avanti dal collettivo di fabbrica della ex Gkn non si fermano qui. Da oggi a fine settembre sono in preparazione altri passaggi chiave che culmineranno il 30 settembre e il primo ottobre nel “working class bike days”. Due gli appuntamenti principali, il 30 i lavoratori saranno in appoggio al corteo “Basta aeroporti in città” promosso dai comitati contro le nocività della Piana e poi il primo ottobre, spazio a discussioni e workshop sul tema cargo bike e reindustrializzazione dal basso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
