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Studenti contro il Comune di Firenze: ecco perché le residenze fanno ancora discutere

Studenti contro il Comune di Firenze: ecco perché le residenze fanno ancora discutere

Dalle osservazioni al piano operativo emergono le prime opposizioni sulla norma inserita dall’amministrazione per limitare gli utilizzi turistici delle strutture dedicate agli universitari

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Il tema dell’attacco alla residenza torna prepotentemente all’ordine del giorno. Gli studentati si scagliano contro le norme contenute nel Poc (Piano operativo comunale) che limitano le loro attività. Dalle osservazioni al piano operativo emergono infatti le prime opposizioni sulla norma inserita dall’amministrazione per limitare gli utilizzi turistici delle strutture dedicate agli universitari. Da un lato Palazzo Vecchio che, stretto tra la richiesta di referendum e l’esigenza di dare una risposta agli studenti in cerca di un alloggio (a Firenze i fuori sede sono circa 23.400) ha deciso la stretta utilizzando gli strumenti urbanistici, dall’altra parte gli studentati che mal digeriscono il cambio di norme in corsa, oltretutto in vigore sia per le strutture già esistenti che per le nuove.

Nel piano era stata annunciata infatti la decisione di ridurre drasticamente il periodo in cui gli studentati possono ospitare turisti, portandolo da tre mesi a 60 giorni, limitati esclusivamente ai mesi di luglio e agosto. Non solo, con un’auto-osservazione l’amministrazione ha deciso di limitare anche per gli studentati già attivi la possibilità di affittare liberamente. A fare la voce grossa contro il provvedimento sono alcuni colossi del sistema.

Prelios Sgr per Hevf 2 Italiy D, il fondo americano proprietario della Manifattura Tabacchi, dove sorgerà una nuova struttura, che chiede lo stralcio della norma o almeno una revisione che lo salvi dalla scure di Palazzo Vecchio; questo perché «l’eliminazione della possibilità di uso temporaneo proposta con la delibera di autosservazioni appaiono ingiuste ed illegittime» e «contrastano con il fine stesso perseguito dall’amministrazione».

Questo perché «qualora gli studentati non potessero essere utilizzati per usi turistico-ricettive rischierebbero, in determinati periodi dell’anno, di risultare totalmente privi di utenza e, dunque, di risultare inutilizzati ed inutilizzabili». Per questo le nuove norme vengono considerate «una inaccettabile ingerenza della pianificazione urbanistica nella libertà di utilizzo della proprietà immobiliare, nel libero mercato».

A schierarsi contro il provvedimento anche la fondazione Ceur, proprietaria dello stabile di via del Romito, che oltre alla norma sulle limitazioni agli affitti turistici critica la decisione di dedicare il 20% dei posti letto nei nuovi studentati ad uso in convenzione con l’azienda regionale per il diritto allo studio. A sollevare dubbi anche Axa Real Estate che realizzerà uno studentato a Novoli, proprio vicino all’Università, da 400 posti su sei piani con cinema, palestra, sala giochi, terrazza panoramica e parcheggio interrato. Secondo gli studentati la modifica in merito agli affitti turistici rischia di creare un danno perché il vecchio sistema «consentiva agli operatori del settore di sostenere i costi gestionali dello studentato anche nei periodi di assenza di studenti universitari, ma garantiva altresì al territorio fiorentino di essere in grado di aprirsi il più possibile a turisti attratti dalle bellezze della città, aumentando la ricettività anche in periodi differenti dai mesi di luglio e agosto».

Insomma agli studentati con le nuove norme verrebbe tolta la possibilità di far fronte agli oneri di gestione in quei periodi dell’anno in cui gli studenti sono assenti e le camere inutilizzate come nel caso delle vacanze di Natale. Non solo, dato che l’amministrazione avrebbe manifestato l’intenzione di eliminare gli usi temporanei, nelle osservazioni gli operatori fanno notare come «la cancellazione degli usi temporanei non possa far altro che aggravare la posizione dei gestori degli studentati che non potrebbero più contare sugli introiti connessi all’utilizzo ricettivo della struttura; introiti che consentivano di favorire gli studenti con tariffazioni adeguate».

Insomma, dicono i gestori, senza i ricavi da uso turistico delle strutture si rischia di dover aumentare i canoni di locazione e quindi di limitare la platea delle persone che possono permettersi gli alloggi. E se gli studentati fanno sentire la propria voce, anche gli alberghi chiedono di avere maggiori spazi, inglobando strutture vicine con destinazione d’uso residenziale. Anche altre strutture immaginano di “riciclarsi” in questa veste: dalla Telecom di viale Guidoni, alla struttura del Palazzo del Sonno fino allo stabile di via Calzaiuoli in cui sorgeva la Coin prima del trasferimento alla Loggia del Grano. Ma la trasformazione in residenziale sarebbe il sogno proibito anche di storici cinema come il Fiorella e il Colonna, destinati altrimenti a una lenta morte.

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