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Elezioni comunali a Firenze, il “caso Monni” alza la tensione fra Giani e Nardella

di Valentina Tisi e Mario Neri
Elezioni comunali a Firenze, il “caso Monni” alza la tensione fra Giani e Nardella

Il Pd in subbuglio. Intanto Del Re torna da Cuba e rilancia: «Facciamo le Primarie»

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FIRENZE. Seduti uno di fianco a ll’altro, il sindaco e il governatore. Si scrutano, qualche battuta. Dario che tiene il punto, convinto che Eugenio abbia valicato una linea con quella fuga in avanti («Per me Monia è la migliore candidata»), «bypassato il partito» nella scelta fondamentale per il futuro della città. Eugenio invece deciso a spegnere l’incendio del Dario furioso, a placarlo, persuaderlo che anche a lui converrebbe mettersi in scia. Eppure, niente, dopo lo tsunami scatenato dalle indiscrezioni sul sostegno del presidente toscano alla candidatura dell’assessora regionale Monia Monni per la corsa a Palazzo Vecchio, si è alzata la tensione fra governatore e sindaco. I due si incontrano in Sinagoga per le celebrazioni della giornata della cultura ebraica, si parlano fra un saluto e l’altro, ma alla fine il disgelo non c’è.

L’idea che il governatore fosse pronto a sponsorizzare la corsa di Monni per le elezioni del prossimo anno ha gettato nello scompiglio anche il partito cittadino. Non piace al sindaco che, non è un segreto, per il dopo di sé propende per l’assessora al welfare Sara Funaro, ma l’uscita di Giani non va giù neanche dentro il Pd fiorentino, tanto che il segretario cittadino Andrea Ceccarelli è netto: «I candidati non si decidono fra una portata di pesce e l’altra», dice ripetendo quanto affermato a Repubblica Firenze riferendosi alla cena al ristorante “L’Aragosta” di Scandicci in cui il governatore avrebbe dato il suo ok a Monni.

L’incontro tra sindaco e governatore è stata l’occasione per un primo chiarimento ma restano le distanze. Per ora siderali. Giani – raccontano dall’entourage del governatore – durante la chiacchierata ha suggerito al primo cittadino di non rischiare l’isolamento mettendosi di traverso a una candidatura che in fin dei conti rappresenta l’area vincitrice delle primarie. Del resto, Monni e Schlein sono vicinissime. Non solo appoggiare una scelta di questo tipo potrebbe giocare a favore dello stesso Nardella, permettendogli di accreditarsi agli occhi della segretaria nazionale e di acquistare punti in vista della conquista della candidatura per le europee, ma Giani in fondo sta offrendo al Nazareno sostegno a una fedelissima della segretaria: difficile ostacolarla e perfino per Schlein scartarla a priori. Mettendosi in scia Nardella potrebbe perfino ottenere rassicurazioni sul futuro politico della sua delfina.

Ma se Eugenio guarda anche all’esterno, immaginando Monni come il nome su cui Matteo Renzi potrebbe convergere, dato che il leader di Italia Viva ha posto un veto su qualsiasi ipotesi in continuità con Nardella, Dario vede nella sua uscita una mancanza di rispetto nei confronti della comunità del Pd. È una questione di metodo. «Non ho nulla contro Monia. Ma non si può decidere il candidato fra cene e caminetti, va fatto un percorso nel partito cittadino», ha confidato ai suoi più stretti collaboratori. E soprattutto crede non si possa decidere del destino della città «bypassando» chi la guida da dieci anni. Anche perché Schlein ha garantito a Nardella che non avrebbe autorizzato un nome senza il suo parere. I due si vedranno presto per parlare del dossier amministrative e il “caso Monni” a qual punto emergerà.

Intanto, l’ex assessora Cecilia Del Re, da poco tornata da Cuba in versione comandante CheCilia, lancia un invito alle “contendenti”: «I nomi di Monia Monni e Simona Bonafè come candidate sindaco di Firenze sono belli e importanti. A Monia, a Simona e a tutte le altre che sono a disposizione dico: scegliamo le primarie. Non lasciamole al centrodestra, sono parte della identità del Pd, e, come la prima segretaria donna è venuta fuori da primarie, così deve essere per il primo sindaco donna di Firenze. Nessuna di noi ha bisogno di “benedizioni”. Chi perde darà poi una mano a chi vince, per quella sorellanza che tante donne prima di noi ci hanno indicato». Poi la stilettata al Pd fiorentino: «Il tutto sempre in attesa che il Pd cittadino inizi l’annunciato percorso per la costruzione del programma».


 

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