Sicurezza
Fiesole, rischio container per 48 bambini del nido. «Non escludiamo questa soluzione»
Appello dei genitori al sindaco della Città Metropolitana per trovare un’alternativa
FIESOLE. Esasperati per la mancanza di una soluzione da parte della sindaca, i genitori dei bambini del nido di Borgunto di Fiesole, scrivono al sindaco di Firenze e della Città Metropolitana Dario Nardella. Una richiesta maturata dopo l’ennesimo “niente di fatto” avvenuto al termine della riunione organizzata dal Comune lunedì scorso quando la sindaca Anna Ravoni non è riuscita a definire tempi e strutture dove accogliere i 48 bambini rimasti senza nido. In una nota dell’amministrazione comunale, dove la prima cittadina ripercorre la vicenda e i sopralluoghi di agosto. «Al momento – si legge nella nota del Comune la sindaca Ravoni – sono due le soluzioni su cui stiamo concentrando tutti gli sforzi e che vogliamo definire nel corso di questa settimana, come concordato con le famiglie nel corso dell’ultima riunione. Contemporaneamente abbiamo chiesto alla Regione la possibilità di mantenere l’agevolazione dei ‘nidi gratis’ per le famiglie coinvolte, anche qualora decidessero di trovare altre strutture in maniera autonoma». La prima cittadina si sofferma su tre ipotesi. «Queste le due soluzioni su cui il Comune sta lavorando – scrive Ravoni – la prima, che consentirebbe una soluzione in tempi più brevi, riguarda alcuni locali commerciali a Caldine, di proprietà di un Istituto bancario, che il Comune potrebbe prendere in affitto insieme agli attigui locali di proprietà della Parrocchia, che si è subito resa disponibile; la seconda si concentra su alcuni locali all’interno di Casa San Giuseppe a Borgunto, che richiederebbero però maggiori lavori di adeguamento alle normative vigenti in materia di edifici scolastici. Non viene escluso, però, neppure il ricorso ai container, che tuttavia, richiedono tempistiche molto lunghe oltre ad un maggior impegno economico». Un ritorno alla metà degli anni Sessanta del secolo scorso. I genitori ribattono cercando soluzioni immediate. «Facendo il debrifing della riunione avvenuta il giorno 4 settembre – scrivono i genitori al sindaco Nardella – ci è sembrato di capire che nessuno degli spazi disponibili sia grande a sufficienza da ospitare tutte e tre le sezioni del nido. Ci chiediamo se sia stata valutata l’opzione di separare le 3 sezioni negli spazi disponibili. Sarebbero favorevoli a questa soluzione anche le famiglie che hanno 2 bambini in 2 sezioni diverse purché si riuscisse a rimanere tra Fiesole, Caldine e Pian del Mugnone». Entra nei particolari chiedendo al sindaco del capoluogo toscano di eliminare, per le iscrizioni ai nidi, in via emergenziale le barriere di confine, l’avvocato Edoardo Papini a nome dei genitori bambini del nido. «Le chiederei cortesemente di occuparsi della problematica al fine di trovare di concerto con il comune di Fiesole e la Regione Toscana una soluzione a questo enorme disagio per le famiglie coinvolte », scrive l’avvocato Papini . La richiesta, scrive il genitore viene rinnovata anche al Presidente della Regione Eugenio Giani. Questa vicenda che ha dell’incredibile è diventata uno tsunami per le famiglie dei bambini del nido di Borgunto, sembra senza via d’uscita. Una storia che poteva avere un finale se già prima dell’estate l’amministrazione comunale, insieme all’avvio delle verifiche tecniche sul nido avesse pensato ad un “piano B”. Questa distrazione si è abbattuta come un ciclone sulle famiglie che in un mese, quello di agosto, si sono trovate con la mancata apertura del nido a settembre a trovare una via d’uscita. Anche la politica ha preso posizione. «Nell'attesa che la sindaca Ravoni, dopo più di un anno, dia risposte concrete a queste famiglie, - scrive in una nota Cecilia Cappelletti Lega nel Centro destra Fiesole, consigliera metropolitana - mi auguro che anche la Città Metropolitana, seppur gli asili nido non siano di sua competenza, possa aiutare nella ricerca di un immobile alternativo così come la Regione Toscana, dal proprio canto, metta in essere quanto di sua competenza».
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