La protesta
Firenze, selfie proibiti e pedicure sotto la loggia: la bellezza offesa dai turisti cafoni. Noi nelle piazze capolavoro
Viaggio nei luoghi famosi del capoluogo fra visitatori che mangiano e sporcano all’ombra dei capolavori rinascimentali. La rabbia di Nardella: ora multe salatissime contro i vandali
FIRENZE. Si distendono vicino ai monumenti, utilizzandoli come pratici poggia schiena e mangiano sulle gradinate della Loggia dei Lanzi, lasciando briciole, pezzetti di insalata e di prosciutto. Ci versano birra e Coca cola. I turisti vedono Firenze come la bellissima città d'arte rinascimentale da visitare, assaggiare e fotografare a tutti i costi, anche se questo significa danneggiarla. Piazza della Signoria, soprattutto nelle ore centrali della mattinata, si trasforma in un via vai continuo di persone che, armate di cellulare, macchine fotografiche e auricolari da viaggio di gruppo, passano da un monumento all'altro, e col naso all'insù, immortalano ogni angolo della città.
La piazza è uno dei punti di riferimento più importanti: merito delle statue e dei monumenti che la arricchiscono conferendole quell'aurea di sacralità che pare inviolabile. O quasi. Da ieri una pattuglia a piedi di vigili urbani la sorveglia per tutto il giorno. Il turista tedesco che ha preso d'assalto, in piena notte, il nostro Biancone è solo un esempio della Firenze sotto attacco delle ultime settimane.
Non solo gli attivisti di Ultima Generazione, ma anche vandali e incoscienti che, non comprendendo il danno che stanno per compiere, si divertono a imbrattare e scavalcare i monumenti. L’ultimo caso clamoroso pochi giorni fa: lo sfregio al Corridoio Vasariano. Poco importa se si sgretolano e si rovinano irrimediabilmente: il selfie o il video fatto con il drone vale molto di più di un semplice souvenir, anche se a pagarne le conseguenze è la stessa arte di cui la città si circonda.
Fortuna che, di turisti amanti del rischio e privi di rispetto, ce ne sono pochi, per ora. Ma è bene non abbassare l'attenzione, ed è per questo che i vigili urbani presidiano il Nettuno. Ma il rischio, secondo alcuni, è che si crei l'emulazione. Lo racconta Andrea Benasciutti, in vacanza qui per pochi giorni con la compagna: «Siamo di Roma quindi di turisti ne vediamo sempre tanti ed eventi così raccapriccianti ne abbiamo sentiti molti. Basti ricordare la Barcaccia di piazza di Spagna, oppure la vernice che macchiò la Fontana di Trevi. Il problema è l'assenza di una vera e propria educazione al bello, che a quanto pare non viene impartita. Poi c'è il rischio che qualcuno possa sentirsi sfidato, quindi che emuli l'atto. Le città d'arte meritano una sorveglianza in più, le multe a posteriori servono a poco».
Della stessa opinione anche una famiglia di Salerno, in visita per pochi giorni: «Fanno queste cose di notte approfittandosi dell'assenza di persone. Sono doppiamente meschini perché sanno che non potrebbero e se ne fregano. Ci vuole più polso fermo», racconta Cristian di Raimondo. È l'ora di pranzo e le code diventano sempre più intense, ovunque. Fila davanti agli Uffizi, ai ristoranti e ai bar, per non parlare della calca intorno al povero Biancone che sta aspettando che vengano riparati i danni da 5mila euro. Qui lo scenario diventa, minuto dopo minuto, più frenetico, soprattutto per coloro che non vedono l'ora di addentare il panino che ci ha reso celebri soprattutto su internet. La Loggia del Lanzi è il luogo perfetto dove assaggiare quell'«Italian Taste» che merita tutti i chilometri e le ore di fuso orario. Le scalinate, così, diventano delle panchine. Patroclo e Menelao sono solo un pezzo di marmo qualsiasi dove rinfrescarsi in attesa della prossima tappa, mentre si pranza. Il tutto, sotto gli occhi dell'arte, capace di suscitare uno stupore momentaneo, che svanisce pochi secondi dopo il click della macchina fotografica. C’è una signora che, indisturbata e incurante del vai vai, effettua un’accurata pedicure al marito disteso come un console romano a un pranzo lucculliano sotto i loggiati degli Uffizi.
Un momento non facile per Firenze e la sua arte. Per questo sono state avanzate delle proposte per cercare di limitare quel disagio che alcuni turisti vandali creano. Tra queste, una proviene dal sindaco Nardella, che ieri mattina aveva chiesto al comandante dei vigili urbani Francesco Passaretti di poter applicare un Daspo urbano ai turisti cafoni che danneggiano o scalano i monumenti. Niente. Non si può. La misura tutela il decoro di particolari luoghi: in pratica, un sindaco, con il prefetto, può multare e stabilire un divieto di accesso ad alcune aree della città solo per chi «ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione» alla collettività piazze o strade. Ma ciò non è possibile, proprio perché il daspo può scattare solo quando il luogo pubblico è occupato da chi impedisce la fruizione collettiva. Le multe si confermano come l'unico mezzo per contrastare gli atti vandalici. Anche se Nardella non demorde: «Il danno al Nettuno è da 5mila euro, chi lo ha fatto dovrebbe pagare dieci volte di più. Bisognerebbe riportare a scuola chi ha fatto tutto questo. E bisognerebbe mandare queste persone a pulire dove hanno sporcato. Perché i reati ambientali sono puniti così duramente e i reati contro i beni culturali no? Servono multe salatissime, così se lo ricordano per tutta la vita».
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