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Allarme Caritas, a Firenze cresce la povertà: ogni giorno in 600 alle mense, ci sono anche italiani minorenni
A Firenze in aumento le persone senza reddito o finite nell’indigenza per la crisi. Il 10% sono italiani. E gli ospiti nelle strutture di accoglienza in città sono 726
FIRENZE. Il sorriso dei volontari, un pasto caldo e un momento di socialità: è questo ciò che si trovano davanti le oltre 600 persone che, quotidianamente, frequentano le mense gratuite della Fondazione Solidarietà Caritas di Firenze. Ieri si è celebrata la Giornata internazionale della Carità, una festività mondiale che si svolge nel giorno del 26° anniversario dalla scomparsa di Madre Teresa di Calcutta e proprio in occasione di tale festa è bene ricordare il grande lavoro che la Caritas svolge ogni giorno. E in qualche modo anche lanciare un allarme sulle nuove povertà.
«Il miglior modo per celebrare la Giornata internazionale della Carità è fare quello che facciamo 365 giorni all’anno: aiutare i più fragili, stare vicino a chi soffre con parole di conforto ma soprattutto con azioni concrete», afferma Vincenzo Lucchetti, presidente della Fondazione Solidarietà Caritas di Firenze. Sono circa 320 le persone che, quotidianamente, si rivolgono alla mensa cittadina di via Baracca per ricevere un pasto caldo. Molto frequentate anche le otto mense di quartiere che vedono circa 220 persone al giorno, 120 sono invece coloro che utilizzano il servizio docce. «Questa giornata ci dà l’occasione, ogni anno, di ricordare ciò che conta davvero: il volontariato è l’antidoto alla cultura dell’individualismo. La storia fiorentina, toscana e italiana è segnata dalla carità. Abbiamo bisogno dei volontari per ricentrarci sull’essenziale – continua monsignore Domenico Viola, vicario episcopale per la carità – L’esperienza di volontario è di chi dà ma anche di chi riceve molto perché, come diceva Madre Teresa, non si tratta di quanto dai ma dall’amore che ci metti, ed è quello che contraddistingue l’azione delle tante realtà di carità e solidarietà operanti».
La Caritas di Firenze ospita, nelle sue strutture di accoglienza, circa 726 persone provenienti da 49 paesi diversi: il 21,9% sono cittadini ucraini e il 10,33% sono italiani di cui circa un quarto minorenni. L’ospite più anziano ha 85 anni mentre il più giovane appena un mese. Ogni anno, la Fondazione ospita circa 40-60 persone a settimana nel Campeggio San Frediano a Vada, una struttura questa nata nel 1954 dall’idea del sacerdote fiorentino Don Danilo Cubattoli chiamato, affettuosamente, dai suoi ragazzi «Don Cuba». Qua possono svagarsi, socializzare e sorridere persone che non possono permettersi una vacanza e bambini che li mare non lo hanno mai visto perché hanno sempre vissuto in situazioni di disagio e di guerra. «La Caritas e la Fondazione Caritas fondano, da sempre, la loro esistenza sul prendersi cura degli ultimi ma anche di chi rivendica i propri diritti dimenticando l’orizzonte più vasto in cui tutti ci si deve prendere cura a vicenda – continua monsignor Viola, vicario episcopale per la carità – Vedo un moltiplicarsi di centri di ascolto, delle mense quotidiane e delle strutture di accoglienza e questo mi fa immensamente piacere».
Nelle mense Caritas, ogni giorno, viene offerto un pasto caldo a tutti coloro che ne hanno bisogno: si tratta di persone senza dimora o che hanno un reddito insufficiente per potersi garantire il cibo e i beni di prima necessità. Dietro la richiesta di un pasto, spesso, c’è tutta una serie di difficoltà e di bisogni che necessitano di sostegno come l’alloggio dove stare, un lavoro, la mancanza di denaro o semplicemente la richiesta di compagnia e di legami umani. Per questo motivo le mense sono uno strumento fondamentale. Le mense della Caritas di Firenze sono due: la mensa di via Baracca, aperta dalle 11.15 alle 13.15 dal lunedì alla domenica e la mensa San Francesco sotto i portici di piazza Santissima Annunziata.
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