Sicurezza
Firenze, nasce il gruppo pro Euro 5: blitz in consiglio comunale. E ora vuole invadere i viali
La protesta di alcuni cittadini contro il nuovo blocco dei diesel inquinanti varato dal primo settembre e che coinvolge le auto Euro 5 immatricolate fino al 2014
FIRENZE. Scontro tra maggioranza e opposizione sul blocco delle auto diesel Euro 5, con la protesta a Palazzo Vecchio di alcuni cittadini dell’associazione “Aria Nuova per Firenze”.
E, tra loro, c’è anche chi propone di invadere i viali con quelle che chiamano «le macchine euro bandite», mentre i consiglieri di Fratelli d’Italia anticipano il lancio di una raccolta firme per cancellare l’ordinanza comunale contro gli Euro 5.
A pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore dei nuovi limiti alla circolazione nel tratto dei viali tra Fortezza da Basso e viale Giovine Italia per il superamento delle soglie di biossido azoto nell’aria, emergono i primi segnali di insofferenza, rilanciati dagli esponenti locali di Fratelli d’Italia. Con l’assessore al Verde, Andrea Giorgio, a respingere le accuse dell’opposizione, attaccando il governo. A riaprire la discussione sul blocco dei diesel Euro 5 nei viali, oggi ampliata a tutti i veicoli immatricolati tra il 2009 e il 2014 che in città sono 17mila ance se sono soltanto 1.400 quelle che insistono nel tratto vietato, è l’interrogazione in Consiglio comunale del consigliere FdI, Alessandro Draghi. Accompagnata dalla protesta di una ventina di persone dell’associazione “Aria nuova per Firenze”, gruppo che su Facebook raccoglie quasi 3mila iscritti e promette di opporsi alle nuove limitazioni.
Istanze rilanciate dai consiglieri Fratelli d’Italia, Draghi e Jacopo Cellai secondo cui la misura non risolve il problema ma sposta solo l’inquinamento da una zona all’altra della città: «Annunciamo che nei prossimi giorni lanceremo una raccolta firme per cancellare l’ordinanza numero 153 del 2023 che stabilisce il blocco per i veicoli Euro 5. Riteniamo parecchio repressivo e inutile, per non dire stupido, questo provvedimento».
Secca la replica dell’assessore Giorgio che prima specifica di essere riuscito «a far in modo che questo obbligo che ci viene imposto da una sentenza europea avesse l’impatto minore possibile sui cittadini», e poi passa all’attacco. «Draghi invece che avviare discussioni strumentali, può provare a darci una mano anche rispetto al ministro Fratin con cui sono andato a parlare due volte, chiedendo più di 100 milioni di euro di incentivi e non ricevendo risposta. Anche su questo la destra decide di svantaggiare le città amministrate dal centrosinistra». Incassando anche l’inatteso sostegno del consigliere di Italexit, Andrea Asciuti: «Draghi ha strumentalizzato le decisioni prese dell’amministrazione comunale. Si sa benissimo che queste decisioni provengono da molto lontano, dall’Unione Europea, come mai Fratelli d’Italia non mostra lo stesso coraggio in Parlamento europeo? ».
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