Il Tirreno

Firenze

L’idea

Firenze, nel locale dove il vino e il panzerotto al lampredotto escono dalla buchetta

di Giulia Poggiali
Firenze, nel locale dove il vino e il panzerotto al lampredotto escono dalla buchetta

Il ristorante Fishmood ha recuperato l’antico varco sulle mura del palazzo A Firenze è in corso un censimento. Dal 2 una mostra al Palagio di parte Guelfa

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. C’era una volta, tanto tempo fa a Firenze, delle piccole buchette magiche che, dal niente, distribuivano il vino in fiaschi. Le buchette, sparse in tutta la città, animavano le sue vie grazie all’allegria che portavano con sé, tanto da essere state soprannominate anche “porte del paradiso”. Apparse dalla metà del’500, e diffuse tra il’600 e il’700, queste particolari finestrelle sono diverse l’una dall’altra, sia per forma sia per materiale e cornice. Delle opere d’arte incastonate nei palazzi, appartenenti a una Firenze antica e ormai scomparsa, ma che non deve essere dimenticata.

Per questo sono tante le attività commerciali, dai ristoranti alle gelaterie, ad aver sfruttato la peculiarità del locale, trasformandolo in una attrazione visitabile in qualsiasi momento. Tra queste abbiamo Fishmood, in piazza dei Peruzzi, davanti alla storica torre che proprio in questi giorni sta facendo una campagna di promozione dei nuovi cibi in buchetta. La leggenda narra che tra quelle mura, nacque la famosa bottega del maestro Verrocchio, dove un giovane Leonardo iniziò a muovere i primi passi nel mondo dell’arte. Il ristorante, nato dall’incontro tra la cucina toscana e quella pugliese, propone deliziosi piatti preparati dallo chef Andrea, figlio dei titolari Nicola e Teresa. Passando davanti al loro locale è difficile non notare quella piccola finestrella, che grazie alla famiglia e all’associazione “Buchette del vino”, è stata ripristinata e ancora oggi distribuisce il vino ai commensali. «Le buchette sono un elemento della tradizione ma è un peccato che molti fiorentini non le conoscono», spiega Teresa. L’idea di utilizzare la finestrella è stata proposta dal presidente dell’associazione “Le buchette del Vino” e devo dire che è stata un successo. Sono tanti i turisti che vengono qui a scattare delle foto, invogliati ad assaggiare i nostri prodotti». Al momento, Fishmood, attraverso la buchetta, distribuisce solo calici di vino. In un futuro, la famiglia desidera dedicare una giornata ad un alimento tipico della tradizione pugliese, ovvero il panzerotto, con qualche rivisitazione toscana. «Così, oltre al vino, attraverso la buchetta possiamo consegnare anche questa specialità, reinterpretata in chiave toscana. Pensiamo di prepararla al lampredotto», conclude Teresa.

Oltre a Fishmood, tra i locali che hanno accolto le buchette a braccia aperte troviamo Babae, in via Santo Spirito, e la gelateria Vivoli in via delle Stinche che, durante la pandemia, distribuiva cappuccini take away e gelato in vaschetta. La storia in questo caso si è ripetuta: le buchette si dimostrarono utili per evitare il contagio della peste nel 1630 e il 1633. Le buchette appartengono al patrimonio culturale fiorentino: i residenti, molto spesso, sono così abituati a vederle che, ormai, difficilmente ci fanno caso. Le finestrelle, i porticcioli o i finestrini (sono tanti i nomi con cui sono state chiamate e denominate nel corso della storia), sono sparse in tutte la città e grazie all’Associazione, adesso sono soggette a censimento. In tutto, sono circa 180 in città, la maggior parte di loro le troviamo nel centro storico. Alcuni esempi sono stati scoperti anche fuori Firenze, come a Certaldo e a Pistoia, ad esempio. Altre, purtroppo, sono scomparse, nel senso che sono state coperte oppure sono state distrutte insieme ai palazzi che le accoglievano. Decantate da artisti e intellettuali del passato, come Gabriele D’Annunzio e Giuseppe Rossini Belli, le finestrelle saranno protagoniste di una mostra organizzata dall’associazione culturale. L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà dal 2 al 16 settembre al Palagio di parte Guelfa in Sala Brunelleschi. Inoltre, a loro è stato dedicato un libro, scritto da Diletta Corsini e Lucrezia Giordano, disponibile in libreria e online. Piccole porte verso il paradiso sono uno dei tanti simboli di Firenze che meritano di essere riscoperti.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa