Il dolore
Firenze, in quattro picchiano un ragazzo e scatta la rivolta nel quartiere: la polizia contiene a fatica la rabbia dei residenti
Un diciassettenne è stato aggredito forse a scopo di rapina alle “case minime”
FIRENZE. Un diciassettenne è stato aggredito la scorsa notte da un gruppo di quattro giovani alle “case minime” di Rovezzano, in via di Rocca Tedalda, ed è finito all’ospedale. Gli aggressori sono riusciti a scappare, ma ora oltre che dalle forze dell’ordine dovranno guardarsi dai residenti, alcuni dei quali hanno promesso di farsi giustizia da soli.
L’aggressione al diciassettenne, infatti, ha innescato una mezza rivolta del quartiere, con decine di persone che sono scese in strada alla ricerca degli autori del pestaggio e per protestare contro la presenza di spacciatori che all’occorrenza diventano anche rapinatori. E le tre volanti della polizia inviate sul posto hanno fatto fatica a contenere la rabbia dei presenti.
Una delle ipotesi per spiegare l’aggressione è che sia stata fatta a scopo di rapina. I quattro, nordafricani sui vent’anni, avrebbero preteso dal diciassettenne la consegna di una cassa bluetooth. Di fronte al suo rifiuto lo avrebbero preso a calci e pugni, e forse hanno usato anche un coltello, come dimostrerebbe una ferita al braccio che è stata suturata all’ospedale di Ponte a Niccheri.
È successo intorno all’una di notte tra il campo di basket e la stazione di Rovezzano. Qui il ragazzo ha incrociato gli altri quattro ed è stato aggredito. Le sue urla di aiuto hanno attirato l’attenzione di alcuni residenti che si sono affacciati alle finestre urlando agli aggressori di smetterla ma questi non hanno fatto una piega e hanno continuato a picchiare. Solo quando hanno visto i primi residenti uscire dalle porte dei palazzi si sono dileguati.
Quando le tre volanti della polizia sono arrivate sul posto si sono trovate davanti alcune decine di persone molto arrabbiate, che protestavano per quanto accaduto e per la situazione di scarsa sicurezza in generale.
Non è stato facile per i poliziotti calmare gli animi ma alla fine la protesta è rientrata e i residenti sono tornati nelle loro abitazioni. Ma il fuoco cova sotto la cenere. Alle “case minime” e in tutta la zona di Rovezzano monta l’insofferenza verso alcuni giovani spacciatori che avrebbero scelto i sottopassi ferroviari come luogo dove aspettare i clienti.
I quattro sospettati di aver picchiato il diciassettenne sarebbero conosciuti dalla gente del quartiere perché bazzicano sempre la stessa zona, e forse sono stati visti spacciare droga proprio tra il campetto di basket e la zona della stazione. Così come è conosciuta la vittima dell’aggressione, che non fa parte di quel giro.
Ecco perché i quattro, se sono stati loro, presumibilmente ora staranno un po’ alla larga dalla stazione di Rovezzano e dalle “case minime”. Il rischio, per loro, è di imbattersi in qualcuno che ha già deciso di farsi giustizia da solo.
Intanto la polizia indaga sulla base delle testimonianze (in primis quella del diciassettenne) e attraverso l’analisi delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona che potrebbero fornire elementi utili per l’identificazione degli aggressori. Per loro si prospetta l’accusa di lesioni aggravate, se non quella di tentata rapina.
Già l’anno scorso i residenti di Rovezzano avevano alzato la voce segnalando la presenza di numerosi spacciatori. «Vicino alla ferrovia ci sono dei giardini che sono diventati un centro per lo spaccio di droga – raccontava un residente – Vediamo gli spacciatori operare anche di giorno, ma è soprattutto la sera che c'è la maggiore concentrazione. Nei pressi della stazione, ogni giorno, ci sono resti di carta stagnola, bustine tagliate e bottiglie di birra. La zona è stata abbandonata a se stessa: non c'è solo spaccio, ma anche furti di biciclette, e spesso si scatenano delle risse».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
