Il dolore
Stadio, Nardella e il modello Spagna: «Anche lì no a impianti fuori città»
Avanti tutta di Palazzo Vecchio sulla progettazione esecutiva del restyling dello stadio Artemio Franchi e sull’ampliamento del Padovani
FIRENZE. Avanti tutta di Palazzo Vecchio sulla progettazione esecutiva del restyling dello stadio Artemio Franchi e sull’ampliamento del Padovani in attesa di novità da Roma sui 55 milioni di euro mancanti. Con un occhio rivolto verso la Spagna, dove Real Madrid e Barcellona sono nel pieno dei lavori di ristrutturazione dei rispettivi impianti, la dimostrazione secondo il sindaco Dario Nardella, «che tutto sommato quello che stiamo facendo a Firenze non è una cosa campata in aria ma viene fatta anche nelle città considerate capitali del calcio». Un invito, neanche troppo velato, a trovare presto delle soluzioni visto che «ci sono contatti continui con i vari ministeri coinvolti da quasi quattro mesi». La speranza è di incontrare presto il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, per fare il punto sui vari dossier aperti tra cui i lavori e il trasferimento dal 2024 al Padovani. «Ancora non abbiamo fissato ma spero lo faremo presto, ci sono tanti elementi positivi di cui parlare perché stiamo avanzando su tutti i fronti e sono rimasto molto impressionato dalla bellezza del Viola Park».
Tanti i nodi da sciogliere per il Comune che nonostante l’assenza di novità si muove a tutto campo per assicurare certezze a società e tifoseria viola. Sul restyling del Franchi che vedrà in autunno delinearsi il progetto esecutivo firmato dallo studio Arup «in attesa di una risposta positiva da parte del Governo, noi comunque non stiamo fermi perché stiamo andando avanti sul fronte della prima fase, quella dei 130 milioni di euro finanziata dal ministero della Cultura», spiega Nardella fresco di rientro da una visita in Spagna a due degli impianti più iconici della Liga, il Santiago Bernabeu e il Camp Nou. Nel primo caso, racconta, «ho parlato con i tecnici, stanno realizzando un progetto molto impattante di ristrutturazione dello stadio. Ma non hanno deciso né di demolire, né di costruire uno stadio fuori dalla città». Una stoccata indirizzata a chi, nel corso degli anni, ha proposto la realizzazione del nuovo impianto viola in periferia. Mentre a Barcellona l’incontro con la dirigenza verteva sulla comune difficoltà di agire su uno stadio integralmente vincolato. «La società ha deciso di investire 900 milioni di euro per la ristrutturazione senza toccare o demolire nulla. Un progetto simile nel suo concetto a quello di Firenze: attualmente il Camp Nou non è coperto, salvo la tribuna centrale, come il Franchi, e verrà completamente coperto e ristrutturato senza toccare la struttura originaria che secondo le leggi spagnole, simile a quelle italiane, è considerato un bene culturale storico che non si può modificare». L’altro capitolo da affrontare sono i lavori di ampliamento dell’impianto rugbistico Padovani per assicurare spazio ad almeno 22mila spettatori. «A differenza dei casi di Bologna e di Cagliari il Comune sosterrà le spese legate a tutta la parte di ristrutturazione definitiva dello stadio di rugby, tutta la parte fissa, ed è tanto, sarà dunque a carico nostro, per il resto vedremo», chiarisce Nardella. «Dopo che avremo il confronto con la Fiorentina potremo dare degli elementi in più però è giusto intanto parlare con loro che sono i diretti interessati perché il nostro obiettivo è andare avanti con le opere pubbliche, realizzare le infrastrutture che servono e fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per aiutare la società ed i tifosi, e dare alla città uno stadio merita e che attende da tanti anni».
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