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La tragedia

Morta schiacciata da un albero mentre nuota, i ricordi per Marina Masia: «Una dottoressa giovane e appassionata»

Morta schiacciata da un albero mentre nuota, i ricordi per Marina Masia: «Una dottoressa giovane e appassionata»

Dolore e commozione a Nuoro, dove Marina Masia era nata, ma anche a Firenze dove studiava. Il direttore del dipartimento la ricorda: «Era una dottoressa giovane e appassionata»

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FIRENZE. Sono state ore di attività frenetica nel porto di Cala Gonone. Il giorno dopo la tragedia, della morte di Marina Masia, la giovane dottoressa nuorese di 29 anni, medico specializzando in allergologia all’Università di Firenze, deceduta a seguito delle ferite riportate dopo l’impatto con un grosso tronco, staccatosi dalla parete rocciosa che racchiude le famose Piscine di Venere.

Un tragico incidente che ha lasciato il segno anche tra tutti gli addetti al trasporto marino. Non si parlava d’altro nel via vai continuo di centinaia di turisti alla ricerca di imbarcazioni per le minicrociere sul golfo. Un’attività collaudata, che giovedì però si è trasformata in un dramma. Ieri è proseguito il lavoro per ricostruire esattamente i dettagli del tragico incidente, sul quale la Procura della Repubblica di Lanusei, competente per territorio, ha aperto un’inchiesta. «Siamo qui – ha spiegato l’ingegner Francesco Giordano – per fare un’attività di assistenza alla Procura di Lanusei che attraverso la Guardia costiera ci ha chiesto di procedere con una ricognizione aerea nella zona delle piscine di Venere. I nostri sommozzatori hanno fatto un’ispezione sul fondo dove si trova il tronco che è caduto addosso alla ragazza. Il nostro elicottero ha sorvolato la zona per mezz’ora». Il tronco è stato lasciato nel fondale, è stato repertato, i sommozzatori hanno girato dei video e scattato alcune fotografie.

A Nuoro, intanto, dove Marina è nata e cresciuta, la giornata è trascorsa tra cordoglio, commozione, lacrime e religioso silenzio. Ovviamente, dei preparativi per i festeggiamenti del Redentore neanche l’ombra, non un suono, non un sorriso. Nulla che accenni alla festa, che quest’anno, non potrà essere vissuta allo stesso modo. Dopo il cordoglio arrivato a poche ore dalla tragedia, da parte delle amiche più intime della giovane specializzanda e dopo le parole di affetto rese pubbliche sulle piattaforme del liceo Classico “Giorgio Asproni”, dove aveva studiato, non sono mancati messaggi di affetto, ricordi, parole di stima e di vicinanza. La morte di Marina Masia non ha rattristato solo Nuoro e l’isola, ma ha stretto in un lutto infinito anche tutto il panorama nazionale. A partire da Firenze dove la giovane si stava specializzando in Allergologia. Anche sulle rive dell’Arno c’è una cappa di forte sgomento. «Abbiamo appreso con profondo dolore di questa tragica perdita – scrive il direttore del Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’università di Firenze, Francesco Annunziato – . Una dottoressa giovane e appassionata, in continua formazione. Questa tragedia segna nel profondo tutta la comunità accademica. Tutto il Dipartimento è vicino alla famiglia».

Da Firenze, dalla sua scuola di specializzazione, anche l’affetto corale di docenti, tutor, specialisti in formazione assegnisti, dottori di ricerca e personale sanitario. «Solo dolore e costernazione – scrivono in una nota congiunta – . Ricopriva anche il ruolo di rappresentante degli specializzandi della scuola. Restiamo attoniti davanti alla casualità di questa tragedia, abbracciamo la famiglia commossi».

Per la giovane dottoressa anche un’esperienza di studio all’estero, in Inghilterra, con l’associazione Studenti senza confini: «Ti abbiamo conosciuta nel 2010 e subito ci hai conquistato con la tua intelligenza ed energia – affermano dal sodalizio – , non riusciamo ad esprimere con le parole il dolore avuto nell’apprendere la triste notizia, il tuo vivo ricordo ci accompagnerà sempre. Di lei ricordiamo con piacere gli anni trascorsi in Inghilterra tra il 2010 e il 2012. Mancherà moltissimo ad ognuno di noi». 

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di Redazione web