Il dolore
Fibrillazioni in pazienti a rischio: ridotti i tempi dell’intervento. A Ponte a Niccheri l’innovativo sistema
In una sola seduta è possibile fare un’unica puntura transettale e venosa. L’innovativo sistema riduce le complicanze in chi ha sanguinamenti: come funziona l’intervento passo dopo passo
FIRENZE. L’equipe di cardiologia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata (Ponte a Niccheri) di Bagno a Ripoli ha eseguito una nuova procedura su un paziente affetto da fibrillazione atriale. Grazie alla disponibilità di tecnologie di ultima generazione e all’esperienza, maturata negli anni, dei singoli professionisti. Il team guidato dalla direttrice della S. O. C Cardiologia Firenze 2 di Ponte a Niccheri, Tania Chechi, ha eseguito, per la prima volta, una nuova procedura combinata che ha permesso di ridurre notevolmente i tempi di procedura dell’intervento.
La fibrillazione atriale è l’aritmia più diffusa nella popolazione, il rischio si innalza ancora di più con l’aumentare dell’età, ed è spesso associata a sintomi che possono invalidare e peggiorare la qualità della vita proprio a causa delle complicanze che presenta come: un elevatissimo rischio di ischemia sistemica, causata da eventi come trombosi celebrali che portano all’ostruzione dei vasi che trasportano il sangue dal cervello al cuore. Questi eventi possono essere controllati da una terapia con medicinali anticoagulanti in modo da rendere il sangue fluido.
Nonostante svolgano un ruolo positivo per la cura, gli anticoagulanti aumentano il rischio di sanguinamento e sono, quindi, controindicati o sconsigliati in alcune categorie di pazienti come coloro che hanno, o hanno avuto, sanguinamenti endocranici o gastrointestinali oppure in pazienti in dialisi. In queste persone, per cui gli anticoagulanti sono sconsigliati, è possibile ridurre il rischio di formazione di coaguli occludendo l’auricola sinistra, un piccolo prolungamento dell’atrio sinistro del cuore, meccanicamente attraverso due interventi. Il primo prevede l’inserimento di un apposito dispositivo che permetterà di occludere l’auricola attraverso la cosiddetta «puntura transettale» per cui il professionista raggiungerà l’auricola mediante un tubicino mentre il secondo intervento consiste nel posizionamento di elettrocateteri per il trattamento terapeutico dell’aritmia attraverso una puntura venosa. Entrambe le procedure richiedono una durata di circa tre ore l’una ed è per questo che vengono, solitamente, effettuate in tempi differenti. In questo modo, però, il paziente è esposto a due interventi con i conseguenti rischi del caso.
A Ponte a Niccheri si è, quindi, aperta una nuova e importantissima possibilità ovvero quella di effettuare, in un’unica seduta, che permette di fare una sola puntura transettale e venosa: «È una soluzione allettante in pazienti selezionati in quanto consente di eseguire la puntura venosa e transettale una sola volta, minimizzando i rischi correlati a tale manovra, ma l’utilizzo è attualmente limitato a causa del possibile prolungamento della durata dell’intervento, peraltro eseguito in anestesia generale» spiega l’equipe di medici che se ne è occupata. È stato possibile procedere con questo nuovo intervento grazie alla collaborazione tra due importanti equipe quella di Elettrofisiologia e quella di Emodinamica dell’Ospedale Santa Maria Annunziata.
La durata dell’operazione si è ridotta di oltre la metà arrivando ad un tempo di circa due ore. Il decorso del paziente, un uomo di 71 anni, è stato buono e privo di complicanze ed è infatti stato dimesso il giorno successivo dell’operazione. L’equipe diretta dalla dottoressa Tania Chechi è composta dal dottor Gabriele Rosso e dal dottor Pietro Martinucci per l’Emodinamica e quindi per la procedura di chiusura dell’auricola sinistra mentre per l’Elettrofisiologia la dottoressa Marzia Giaccardi per la procedura di ablazione. L’Ecocardigrafista, econografia transesofagea, la dottoressa Francesca Sani. Equipe infermieristica Lorenzo Minozzi, Laura Cannoni, Arianna Magnelli e anestesista la dottoressa Valentina Trapasso.
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