Sicurezza
Corridoio Vasariano imbrattato, esplode il caso vigilanza armata
Firenze, Nardella: «Misura inadeguata e non convincente». Schmidt replica: «C’è in tutti i grandi musei, le esternazioni del sindaco sorprendono per l’evidente disinformazione»
FIRENZE. «La vigilanza armata è attiva da anni nella Loggia dei Lanzi: il Comune a volte la richiede in supporto e il sindaco non ha mai obiettato. Gli Uffizi hanno chiesto ripetutamente il supporto del Comune per problemi di degrado: mai arrivato». In merito alla decisione delle Gallerie degli Uffizi di attivare un servizio di vigilanza armata nei Loggiati della Galleria e sotto il Corridoio Vasariano, dopo il recente imbrattamento da parte di giovani turisti tedeschi, «le esternazioni del sindaco Dario Nardella sorprendono per la evidente disinformazione sull'argomento».
Così il direttore delle degli Uffizi, Eike Schmidt, replica al primo cittadino di Firenze che ha definito la proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano di introdurre una vigilanza armata giorno e notte agli Uffizi dopo l’imbrattamento dei pilastri del Corridoio Vasariano, «una misura inadeguata e non convincente».
«La “vigilanza armata” non significa pistoleri o bande di esaltati con il bazooka in mano: si tratta di guardie giurate, professionisti che in varie forme sono presenti in tutti i grandi musei del mondo, oltre che nelle banche, in molti accessi degli ospedali, in uffici e negozi (anche in centro a Firenze) - spiega Schmidt - Inoltre, sono da anni in servizio per tutelare la Loggia dei Lanzi, che in passato, come in questi giorni il Corridoio Vasariano, è stata oggetto di numerosi vandalismi. Si tratta di una realtà consolidata, tanto che lo stesso Palazzo Vecchio, talvolta, ne chiede il supporto per piazza Signoria».
«La vigilanza armata è stata attivata alcuni mesi fa dalle Gallerie degli Uffizi in Piazza Pitti, dove persistevano problemi di degrado ora pacificamente risolti: su questo Nardella non ha mai avuto niente da ridire - continua Schmidt - Mi preme ricordare che da almeno sei anni gli Uffizi, e a più riprese io stesso in persona, abbiamo chiesto al Comune un sostegno da parte della Polizia Municipale per gestire le problematiche nell'area del museo legate ai vandalismi, al bagarinaggio, agli imbrattamenti, alla sporcizia: non solo questo sostegno non è mai arrivato, ma io stesso nel 2016 sono stato multato dai vigili urbani di Palazzo Vecchio per aver installato nel loggiato degli Uffizi altoparlanti tesi proprio scoraggiare il proliferare dei bagarini. Ironicamente, questo sistema acustico, efficacissimo, è stato di recente copiato da Nardella per la Fontana del Nettuno. Ora con l'attivazione della vigilanza esterna 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, si garantirà maggiore sicurezza e tranquillità per cittadini e per i turisti. Agli Uffizi ci siamo rimboccati le maniche per contrastare tutti i problemi di degrado: le guardie giurate faranno sì che, come nel caso della Loggia dei Lanzi, di Boboli e di Piazza Pitti, dove il loro lavoro funziona benissimo e con discrezione, anche il Loggiato degli Uffizi e il Corridoio Vasariano possano essere protetti adeguatamente», conclude Schmidt.
La posizione di Nardella
«Senza alcuna vena polemica e con grande rispetto per il ministro ritengo che mettere delle guardie armate private davanti ai musei sia una misura inadeguata e non convincente. Ci sono molte alternative più efficaci e meno contraddittorie di mettere delle armi davanti a un luogo di cultura, penso che non debbano mai essere schierate». Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Vecchio, commentando la proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano di introdurre una vigilanza armata giorno e notte agli Uffizi. «Ci sono tanti mezzi tecnologici che ci possono aiutare a tutelare le nostre opere d'arte - ha proseguito Nardella - Faccio l'esempio della fontana dell'Ammannati, il Nettuno in piazza della Signoria, dove abbiamo una videosorveglianza h24 dotata di fotocellula con agenti che intervengono attraverso altoparlanti nel momento in cui il turista oltrepassa il confine di protezione». Secondo il sindaco fi Firenze, «i soldi pubblici dei contribuenti spesi per le guardie private si possono spendere per mandare più agenti in divisa, quelli sì che servono alla nostra città per contrastare la criminalità». Nardella, inoltre, ha sottolineato che «c'è una stazione dei carabinieri proprio dentro agli Uffizi, che fanno il loro lavoro ma sono pochi», e «se fossero di più potrebbero garantire più sicurezza in tutti gli spazi pubblici».
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