Sicurezza
Firenze, finisce in carcere stalker sorpreso nel giardino dell’ex compagna
Arrestato in flagranza per aver violato il divieto di avvicinamento
FIRENZE. A quell’ora sarebbe dovuto già essere in tribunale, a Pistoia, per l’interrogatorio davanti al giudice che, appena una settimana prima, con l’accusa di stalking, aveva emesso l’ordinanza che gli impediva di avvicinarsi alla ex. Invece, non solo alla sua ex si era avvicinato, ma in quel momento si trovava addirittura nel giardino della villetta al mare della donna, a Marina di Pietrasanta, nascosto dietro la tenda di una doccia, dove si era infilato di corsa quando aveva visto arrivare una pattuglia dei carabinieri, inviati lì dai colleghi di Firenze, dove la vittima vive, insospettiti e preoccupati dal fatto che l’uomo fosse sparito nel nulla.
Erano all’incirca le 9,30 di giovedì scorso. Il 41enne operaio di Montale è stato arrestato sul posto per aver violato la misura disposta dal gip del tribunale, che, nell’arco di ventiquattr’ore, è stata aggravata in quella della custodia cautelare in carcere. Sempre con le accuse di atti persecutori e lesioni personali.
Come detto, sono stati i carabinieri di una delle stazioni fiorentine, che per mesi avevano seguito la vicenda sfociata poi nella misura, a contattare i carabinieri di Marina di Pietrasanta. Evidentemente venuti a sapere che il 41enne operaio poteva trovarsi lì, dove la ex ha una seconda casa in cui stava trascorrendo qualche giorno di ferie. E quando i militari sono arrivati, la prima cosa che hanno scorto è stato un borsone da viaggio a terra nel giardino e la porta d’ingresso spalancata. I comprensibili timori sorti davanti a quella scena si sono dissipati quando hanno visto apparire sulla soglia la donna. Il cui comportamento ha però convinto definitivamente che il 41enne montalese si trovava effettivamente lì: la donna ha cercato in tutti i modi di fare andare via i carabinieri, ribadendo di essere da sola e che non c’era bisogno di controllare. La conferma è arrivata, appunto, quando hanno trovato lo stalker nascosto dietro la tenda di una doccia che si trova nel giardino.
Forse arrivato lì all’insaputa della ex, oppure invitato in un ennesimo momento di debolezza da parte di lei, di ritorno di quei sensi di colpa che si erano alternati alla paura e alla disperazione in tutto l’arco della loro storia. Gli stessi che l’avevano spinta a denunciare l’ex solo dopo l’ennesimo episodio di violenza e poi a ritirare poco tempo dopo la querela.
Fatto sta che l’operaio montalese è stato arrestato e portato nel carcere di Lucca.
La relazione tra i due, con un periodo di convivenza a Montale, era iniziata nella primavera dello scorso anno, ben presto caratterizzata dalla morbosa gelosia da parte dell’uomo e dal desiderio di controllo ossessivo di ogni attimo della vita della compagna. Che, in un momento di esasperazione, lo scorso marzo, aveva trovato la forza di troncare la storia, dopo essere stata a lungo incapace di farlo, nonostante il compagno, quasi quotidianamente, ubriaco, la picchiasse, per poi, in lacrime, dirle che l’amava e chiederle ogni volta scusa. Ed essere ogni volta perdonato.
Finita la convivenza, non era finito però il legame malato tra i due. E i maltrattamenti si erano trasformati in persecuzione, con appostamenti, decine di telefonate al giorno, pedinamenti in auto. Era stata la madre della donna ad andare dai carabinieri per segnalare come l’ex della figlia continuasse a perseguitarla e come lei non fosse capace di respingerlo, fermandosi a volte a lungo a parlare con lui, spinta sia dai sensi di colpa, dal timore che l’uomo si potesse suicidare ma anche dal la paura che avrebbe potuto farle del male. Come era accaduto il 6 agosto scorso, quando l’aveva presa a schiaffi davanti a casa: a farlo desistere, una donna, che, passando di lì in auto, aveva assistito alla scesa ed era scesa gridandogli di smetterla.
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