Il Tirreno

Firenze

Criminalità

Ragnatele di colla per segnare le case: il ladro spiderman è arrivato anche a Firenze

di Matteo Leoni
Il ladro in azione ripreso dalle telecamere di sorveglianza
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Il ladro in azione ripreso dalle telecamere di sorveglianza

Il comitato dei cittadini: «Pronti ad andare a Roma per chiedere sicurezza»

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FIRENZE. Delle ragnatele di colla, praticamente invisibili, sistemate sulle porte delle case da svaligiare. Dopo gli episodi registrati nei giorni scorsi nei condomini di Prato, l’espediente ideato dai topo d’appartamento è arrivato a Firenze. Il ladro spiderman è arrivato in città. Le tracce inconfutabili del suo passaggio si registrano in un palazzo di piazza Puccini. In questo caso il malvivente è stato addirittura immortalato dalle telecamere di sorveglianza delle scale condominiali, mentre sistemava due sottili fili di colla trasparente sulla sommità della porta d’ingresso di una delle abitazioni.

Uno stratagemma quasi invisibile, disposto tra le ante della porta, per scoprire se una casa è abitata o se invece i proprietari sono fuori per le vacanze. Se nei giorni successivi il groviglio non è stato rotto, significa che l’appartamento non è abitato, e allora il ladro, o i ladri, possono entrare in azione per svaligiarlo senza temere di essere scoperti. Una strategia nota alle forze dell’ordine, registrata in passato in diverse grandi città, si veda esempio Milano, ma che ancora non era arrivata in Toscana, prima a Prato e poi a Firenze.

Nel caso del palazzo di piazza Puccini, il furto è stato sventato grazie alla presenza delle telecamere di sorveglianza condominiali. Il ladro arriva la mattina di Ferragosto, intorno alle due del mattino. È vestito con pantaloncini corti chiari e una maglietta bianca. Il volto è irriconoscibile, completamente coperto da capellino, occhiali da sole e da quello che sembrerebbe essere uno scaldacollo. L’occhio elettronico lo riprende mentre sistema la “ragnatela”: due sottilissimi fili di colla, posti alla sommità della porta, in modo che nessuno li noti. Poi l’uomo se ne va per tornare il giorno successivo. Se i fili non ci sono più allora significa che qualcuno è tornato a casa e li ha rotti aprendo la porta, o forse li ha rimossi dopo averli notati.

In questo caso il progetto criminale è sfumato. Il ladro, tornato per il sopralluogo e pronto a svaligiare la casa, se n’è andato di corsa dopo essersi accorto della presenza delle telecamera di sorveglianza.

«A Firenze sta emergendo questo sistema – spiega Simone Gianfaldoni, presidente del Comitato cittadini attivi San Jacopino –. La segnalazione ci è arriva da un condominio di piazza Puccini. È una cosa su cui vogliamo che i cittadini pongano attenzione. Se iniziano a girare bande di questo tipo occorre stare all’erta, perché dopo aver sistemato i l loro stratagemma poi tornano sempre a controllare».

La ricetta per fronteggiare il fenomeno, precisa Gianfaldoni, è quella di avvisare subito le forze dell’ordine, ma al contempo puntare sulla sorveglianza attiva dei cittadini, in particolare aiutandosi tra vicini di casa: «Bisogna tenere gli occhi aperti e avvertire subito le forze di polizia – dice –. E magari aiutarsi tra vicini di casa: chi trova i fili alle porte dei condomini, che magari sono via per le vacanze, deve levarli, in modo da scongiurare il furto». «Da come sono organizzati – prosegue – penso che si tratti di persone che vengono da fuori».

Il problema dei furti in abitazione, aggiunge sempre Gianfaldoni, non è l’unico che affligge la zona di San Jacopino, alle prese con lo spaccio, in particolare lungo la pista ciclabile di viale Redi, con furti e atti vandalici sulle auto in sosta e anche con i rumori molesti durante tutta la notte: «Ho scritto al Comune, di notte in piazza dalla Piccola è una tragedia, ci sono gruppi di sudamericani che si ubriacano e tengono la musica alta tutta la notte». Il comitato è stato tra quelli che hanno scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere più sicurezza: «Se non ci danno ascolto – assicura Gianfaldoni – siamo pronti anche ad andare a Roma per chiedere più sicurezza».

 

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