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Fiesole, l’asilo di Borgunto rimane chiuso. I genitori scrivono a Giani: “Pronti a chiedere i danni al Comune”

di Elena Andreini

	L’ingresso dell’asilo di Borgunto
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L’ingresso dell’asilo di Borgunto

Le famiglie scrivono una lettera al presidente della Regione Eugenio Giani .«Non sappiamo se e come verrà erogato il servizio: ci dovevano avvisare prima»

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FIESOLE. I genitori dei bambini del nido di Borgunto, non ci stanno. Ad oggi, l’amministrazione comunale di Fiesole non ha trovato una soluzione per ospitare i bambini, una quarantina, in una struttura adeguata. E così, tra le famiglie, c’è chi ha deciso di scrivere una lettera al presidente della Regione Eugenio Giani affinché si trovi una soluzione. Allo stato attuale i bambini sono senza nido e i genitori dovranno in molti casi, trovare soluzioni che non saranno indolore dal punto di vista economico rischiando di perdere le agevolazioni previste proprio dalla Regione di "nidi gratis".

«Ho scritto la lettera al presidente della Regione dopo aver parlato con la sindaca di Fiesole - spiega l’avvocato Edoardo Papini -. La sindaca non ha dato risposte certe mettendo le famiglie in una sorta di oblio: non sappiamo se e come verrà erogato il servizio dei nidi. Questo è grave perché manca un piano B, la soluzione mi sembra lontana e noi come genitori non possiamo aspettare». Una situazione che sa dell’incredibile. «Mi sembra assurdo che il Comune di Fiesole o quelli limitrofi come Firenze non riescano a trovare una soluzione d’urgenza provvisoria - spiega Papini - per questo ho deciso di scrivere al presidente Giani che ha sponsorizzato la gratuità del servizio degli asili nido: almeno lui dovrebbe intervenire».

La storia è nota: il 4 agosto scorso la sindaca Anna Ravoni invia ai genitori dei bambini del nido una lettera in cui si informa di controlli sul nido e della possibilità di non poter utilizzare la struttura. La sindaca si mette alla ricerca di un immobile, ma per ospitare una attività come il nido sono richieste alcune caratteristiche specifiche per gli edifici. Fino ad ora la ricerca non ha prodotto alcuna soluzione. Nel frattempo le famiglie hanno visto crollare le prospettive di un percorso educativo per i propri figli e svanire la possibilità di ottenere un posto in un altro nido, anche fuori comune, perché le iscrizioni ad agosto sono già chiuse.

«Ci sembra di non essere ascoltati - dice Giulia Serena -: ho telefonato al comune di Firenze per trovare due posti per i miei gemelli. Potrei presentare una domanda fuori termine con zero punti e niente di sicuro. Se resta difficile trovare un posto, figuriamoci due. Situazione impraticabile». Niente nido e se i genitori vorranno continuare a lavorare dovranno trovare soluzioni che andranno ad incidere sul bilancio familiare e non alla portata di tutti. «A ciò - si legge nella lettera - aggiungo l’enorme disagio che colpirà altresì le famiglie con più figli a carico e professionalmente impegnate che non potranno dedicare tempo ai propri figli che si sono visti privati illegittimamente del servizio pubblico in parola».

Così, alcune famiglie fiesolane sono pronte a chiedere i danni al Comune, anche in considerazione del fatto che proprio quest'anno non potranno accedere alla misura Nidi Gratis varata dalla Regione. «Il danno c’è, ma ancora non è maturato - spiega ancora l’avvocato Papini -: matura nel momento in cui si dovrà pagare un asilo nido o una baby sitter, cioè si dovrà sostenere un costo che non si sarebbe dovuto corrispondere. In quel caso, c’è il danno e ne deve rispondere il Comune di Fiesole. Affinché il Comune risponda dei danni deve essere dimostrata la responsabilità del Comune. Responsabilità che nasce nel momento in cui non è stata adottata una soluzione, inviando una comunicazione il 4 agosto. La comunicazione doveva essere inviata in tempi utili per permettere alle famiglie di adottare un piano B».

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