Proteste
Vannacci, Firenze è altra cosa da lei
La comunità libera e tollerante dovrebbe chiederne la rimozione immediata
C’è un generale dell’Esercito italiano che cammina per la nostra città, che frequenta gli stessi posti che frequentiamo noi, e che possiamo aver incontrato o potremmo incontrare in qualche cerimonia perché dirige un importante settore e istituto della nostra Difesa.
C’è un generale a Firenze che ha un ruolo non marginale e che offende gli omosessuali, le famiglie arcobaleno, gli ambientalisti, gli immigrati.
Questo generale che in un suo libro autoprodotto ha definito “non normali” le persone omosessuali magari l’abbiamo incontrato in un bar, ci è capitato di mangiare in un tavolo accanto al ristorante, l’abbiamo incrociato in una delle nostre piazze.
Ecco.
Sarebbe giusto che, oltre al procedimento che ha già aperto il ministro Guido Crosetto, la Firenze da sempre libera e tollerante, di destra, di sinistra, di centro chiedesse che un personaggio del genere fosse rimosso dal proprio incarico.
Per sensibilità verso una Storia che ha sempre visto Firenze in prima linea nel difendere i diritti e per rispetto agli altri militari che svolgono il proprio dovere nella nostra città e che non vogliono minimamente essere paragonati a questo individuo.
Perché con gli omosessuali, e con le famiglie arcobaleno, con gli immigrati, con gli ambientalisti, con le forze dell’Ordine e con gli altri militari ci incontriamo volentieri per le strade della nostra Firenze.
Con lei no, generale.
Firenze è altra cosa da lei. E grazie a Dio non è casa sua.
* imprenditore ed ex assessore comunale di Firenze
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