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Tavolini e dehors, a Firenze stangata sulle multe: da 50 a 400 euro

Tavolini e dehors, a Firenze stangata sulle multe: da 50 a 400 euro

Dopo due volte, il ritiro della licenza. I ristoratori non ci stanno. Il sindaco: «Basta furbetti del suolo pubblico». La Sinistra: «Nessuno pensa alle violazioni sui lavoratori»

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FIRENZE. Palazzo Vecchio dichiara guerra ai “furbetti” dei dehors, e arrivano le maxi multe per chi dispone sedie e tavolini all’aperto senza autorizzazione, con stangate fino a 400 euro. Ferme restando le sanzioni previste dalla Legge Regionale, l’assessore al commercio e alle attività produttive Giovanni Bettarini ha disposto una delibera ad hoc per innalzare anche le sanzioni comunali. «Basta con i furbetti del dehors e del suolo pubblico – tuona il sindaco Dario Nardella -; chi non rispetta le regole va incontro a sanzioni più salate, chi sbaglia paga. Ci auguriamo che il giro di vite sia un deterrente per ridurre le infrazioni». La stretta è la risposta all’esito dei controlli della polizia municipale. Nel 2023 nel centro storico la municipale ha controllato il rispetto delle autorizzazioni di dehors e suolo pubblico di 198 attività e ha rilevato 264 violazioni.

Multati anche negozi che fanno promozione di alcolici o vendita di super alcolici senza i requisiti: nel complesso le sanzioni da gennaio a luglio sono state una settantina. «Nonostante i controlli siano serrati – spiega Bettarini – abbiamo ravvisato la necessità di rendere le sanzioni più adeguate all’infrazione commessa. Abbiamo fatto verifiche e deciso di aumentare le sanzioni per le violazioni del regolamento Unesco, portandole da 50 euro a 400 euro e mantenendo il principio della progressività che può portare fino alla sospensione e al ritiro della licenza in caso di reiterazione. La multa sarà di 400 euro anche per chi non rispetta “Il regolamento dehors e suolo pubblico” e mette tavolini o li estende laddove non esiste autorizzazione». Le multe salgono a 400 euro non solo per chi ecceda gli spazi concessi con sedie e tavolini o dehors abusivi (con il ritiro della concessione di suolo pubblico dopo due violazioni accertate nell’anno solare), ma anche per chi effettua promozione di alcolici (alcool tour, pub crawl e simili), per chi utilizza pannelli luminosi diversi dall’insegna, per le nuove attività di somministrazione che vendono direttamente da sporto su strada e per i negozi che espongono gadget con un linguaggio sessista, lesivo delle differenze di genere o di etnia, lingua, religione o opinioni politiche.

La sanzione passa invece da 50 a 200 euro per i negozianti che non provvedano alla rimozione dei rifiuti e alla pulizia nelle aree esterne dei locali durante l’orario d’apertura dell’attività ed entro un’ora dopo la chiusura. Multe che passano a 100 euro per chi utilizza la vetrina per tenerci scatoloni di merce o tiene prodotti alimentari a terra invece che sugli scaffali. E dai ristoratori arriva subito un avviso: «Sanzioni otto volte più alte per chi eccede gli spazi concessi con sedie e dehors? Siamo per il rispetto delle regole, ma invitiamo il Comune ad applicare le nuove sanzioni solo dopo aver comunicato a tutti i titolari delle attività di somministrazione della decisione presa l'11 agosto ed entrata in vigore da oggi, alla vigilia di Ferragosto, quando i ristoratori in città sono tutti a testa bassa a lavorare», tuona Francesco Ricciardi, segretario toscano di Tni Ristoratori Italia. «I vigili lo comunichino e diano almeno 10 giorni per mettersi in regola»

Ma sono diversi gli aspetti della decisione che non quadrano secondo Sinistra Progetto Comune. Primo problema il metodo, cioè l’annuncio dato prima che il consiglio possa vedere la delibera, a cui si aggiunge la confusione tra regolamento ordinario o straordinario: «Viene data notizia – dicono i consiglieri Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – di una stretta sulle violazioni delle regole. Abbiamo idea se le sanzioni riguardano i regolamenti ordinari o quello straordinario? Si sono susseguite talmente tante novità,, che si fa fatica a capire». Ma una stoccata da sinistra arriva anche sul tema del lavoro: «Nessuna sanzione comunale è prevista per chi non rispetta i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori – commentano i consiglieri – Gianassi prima e Bettarini dopo avevano detto che il no ai nostri emendamenti non presupponeva l’assenza di azioni. Si vede che al Pd non interessano le posizioni di Camera del lavoro, della Cgil che si occupa del turistico-ricettivo».

Punti sui quali è pronto a ribattere l’assessore al commercio: «Il Regolamento straordinario di occupazione suolo pubblico non è più valido in centro storico dal 31 dicembre 2022, cioè da 8 mesi, adesso c’è soltanto il regime ordinario di dehors. Siamo stati una delle poche città d’Italia – spiega Bettarini – a non rinnovarlo nonostante la proroga concessa dal governo anche per il 2023. Ricordo anche ai due consiglieri che sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici ci sono leggi nazionali e che ci sono le autorità preposte incaricate di fare i controlli, a cui partecipa attivamente anche la nostra polizia municipale. Infine, comunicare le nuove sanzioni è un atto dovuto per informare titolari di attività e cittadinanza che da oggi sono in vigore nuove sanzioni: la delibera è stata infatti approvata durante la giunta dell’11 agosto».
 

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