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La tragedia

Morta in mare all'Elba, chi era la psicologa fiorentina ritrovata senza vita

Morta in mare all'Elba, chi era la psicologa fiorentina ritrovata senza vita<br>

Il cordoglio dell’Ordine esprime il suo cordoglio: «Collega conosciuta e apprezzata»

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Riotorto Sarà l’autopsia che verrà effettuata nelle prossime ore a chiarire le cause della morte di Chiara Gazzarrini, la turista fiorentina di 66 anni morta nel pomeriggio di sabato nel mare di Lacona all’Elba.

Il corpo senza vita della psicologa di Firenze è stato trovato da alcuni ragazzi che stavano facendo il bagno ad alcune decine di metri da riva.

Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, era in barca in compagnia del marito. Si sarebbe tuffata dalla barca ormeggiata alla fonda, a circa trecento metri dalla linea di costa per raggiungere a nuoto la spiaggia di Lacona, gremita di bagnanti. Voleva trascorrere un po’ di tempo nella spiaggia gioiello di Lacona, come era solita fare, prima di tornare a bordo. Ma sulla sabbia dell’arenile gioiello del turismo elbano la sessantaseienne ci è arrivata morta, tirata a bordo di un pedalò da alcuni bagnanti che – disperatamente – hanno provato a soccorrerla e hanno dato l’allarme.

Per ore l’identità della vittima del mare elbano è rimasta un mistero: solo la fede della donna raccontava qualcosa di lei: “Bernardo, 1982”, la data del matrimonio con il marito. Solo intorno alle 21 quel corpo senza vita ha avuto un nome, quando il marito Bernardo Daddi ha deciso di chiamare la caserma dei carabinieri per denunciare la scomparsa della consorte. Dopo oltre cinque ore da quando la donna si è tuffata dalla barca.

I militari hanno ascoltato la sua testimonianza e in queste ore stanno portando avanti le indagini necessarie a chiarire tutti gli aspetti della vicenda. Dal primo esame esterno sul corpo senza vita della turista non sono stati riscontrati segni di violenza o ferite.

L’ipotesi più probabile è che la sessantaseienne abbia accusato un malore mentre nuotava per raggiungere la riva e per questo sia morta. Sarà tuttavia l’esame autoptico già disposto dalla procura di Livorno a fugare ogni dubbio sul decesso della turista di Firenze.

Non è ancora stata stabilita la data nella quale sarà effettuato l’esame. Nel frattempo la salma della psicologa di Firenze resta custodita nell’obitorio dell’ospedale di Portoferraio.

La notizia della tragica scomparsa della professionista è rimbalzata fino al capoluogo, dove la professionista era conosciuta e apprezzata per il suo lavoro di psicologa.

«Era una collega molto stimata – commenta Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine psicologi della Toscana – che lavorava da tanti anni a Firenze, una psicologa psicoterapeuta di orientamento dinamico molto stimata dai colleghi e molto conosciuta in città. Alla famiglia ma anche ai suoi pazienti va tutto la nostra vicinanza per questa grande perdita, soprattutto una perdita tragica, in una giornata la mare, che dovrebbe essere di festa e di vacanza». Un messaggio di cordoglio è comparso anche sulla pagine Facebook dell’ordine.l

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di Redazione web