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Le indagini

Falso allarme bomba in galleria sui binari Firenze-Bologna, c’è la rivendicazione anarchica

Falso allarme bomba in galleria sui binari Firenze-Bologna, c’è la rivendicazione anarchica<br>

Rilanciato sul web il messaggio sul blitz contro l’Alta Velocità

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Firenze Un testo non firmato, diffuso sui siti di area anarchica, pubblicato con la formula «riceviamo da mail anonima e diffondiamo». Di fatto una rivendicazione da parte degli anarchici del falso allarme bomba nella galleria ferroviaria di Firenzuola, che ha bloccato migliaia di passeggeri nelle stazioni servite dai treni dell’Alta Velocità sulla linea ferroviaria che corre tra Firenze e Bologna. Il messaggio in queste ore è al vaglio degli investigatori della Digos fiorentina.

Nel testo ci sono riferimenti anche agli arresti di Carrara e allo sgombero del centro sociale Corsica di via del Ponte di Mezzo a Firenze. Chi cita questi due episodi lo fa apparentemente per escludere il loro legame con il blitz contro l’Alta Velocità, ma di fatto invece li mette in diretta relazione. « Il sabotaggio della linea Alta Velocità – si afferma nel messaggio – è la conseguenza non tanto delle azioni repressive dello Stato di martedi 8 a Carrara e Firenze, bensì una normale risposta ad uno Stato emergenziale repressivo che bolla come terrorismo anche un lenzuolo con poche scritte o della carta stampata». L’attacco dunque è allo Stato: «Non importa – prosegue il testo in un italiano non proprio corretto – se feriti o morti non ci sono, non importa se chi incute terrore nelle vite altrui sono seduti in comodi uffici delle procure e questure che stanno cercando un nemico su cui distrarre l’opinione pubblica, è colpa degli anarchici». Quindi un attacco al ministro dell’Interno: «Probabilmente anche il cambiamento climatico per il ministro Piantedosi è colpa degli anarchici». «Ciò che è successo – si dice facendo chiaro riferimento al falso allarme in galleria – è in solidarietà a chiunque si sia trovato fermo, bloccato e derubato del tempo e della vita e non c’è colpa se per qualche ora le persone hanno sperimentato su di loro cosa vuol dire dovere aspettare, perdere tempo e rimanere fermi perché qualcuno ha deciso per te».

Poi il passo più significativo, di fatto la rivendicazione della matrice anarchica del blitz: «L’anarchia non vuol dire bombe e di bombe non ce n’erano, ma di fatto l’atto dimostra come sia impossibile per lo Stato essere onnipresente e proteggere l’ecomostro della Tav, delocalizzando la lotta agendo nella boscaglia e conoscendo i sentieri è cosi che usciremo dalle inquadrature delle telecamere in città».

Qualche telecamera però, magari pure vicina alla boscaglia, doveva esserci. Le immagini riprese da alcuni occhi elettronici infatti avrebbero permesso agli investigatori di puntare i loro sospetti su un militante anarchico, da tempo gravitante su Firenze, sebbene non sia originario del capoluogo toscano. A incastrarlo sarebbero state alcune telecamere della galleria, che non avrebbe messo fuori uso non essendosi accorto della loro presenza. Non è chiaro al momento se sia stato spalleggiato da alcuni complici o se abbia fatto tutto da solo. In base alla ricostruzione dei fatti eseguita da parte della Polfer, prima ci sarebbe stata la telefonata anonima che annunciava la presenza di un ordigno nella galleria Firenzuola, al confine tra Toscana ed Emilia, poi è arrivata la segnalazione del macchinista di un treno in transito che parlava di persone estranee in galleria. Qualcuno ha usato il telefono di emergenza per annunciare l’ordigno, ha messo fuori uso le telecamere di sorveglianza e ha manomesso una centralina elettrica. Quanto basta insomma per paralizzare di fatto la linea dell’Alta Velocità tra Firenze e Bologna.

Solo poche ore prima era stato sgomberato l’immobile di via del Ponte di Mezzo, storico covo di militanti di area anarco antagonista. In otto, coloro che sono stati individuati come gli occupanti della prima ora, sono stati denunciati per occupazione abusiva di terreni ed edifici. Due di loro, una ventiseienne e un ventinovenne, hanno resistito sul tetto per alcuni giorni. Poi, finite le scorte di cibo e acqua, sono dovuti scendere. La protesta si è conclusa con un corteo non autorizzato durante il quale un centinaio di persone ha attraversato la città, dalla zona di Novoli fino a Santo Spirito, dove per alcune ore è stato occupato il sagrato della basilica. In questi giorni nel quartiere di Rifredi, dove si trovava il centro sociale Corsica, è massima allerta. Le forze dell’ordine stanno vigilando per scongiurare la possibilità che gli anarco antagonisti possano cercare di occupare altri edifici abbandonati presenti nella zona, nel tentativo di trovare una nuova sede. Nel frattempo proseguono serrate le indagini sul blitz in galleria, su quale la direzione distrettuale antimafia di Firenze ha aperto un fascicolo per attentato alla sicurezza dei trasporti con l’aggravante della finalità di terrorismo.l

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