Il Tirreno

Firenze

La rinascita dopo la crisi

Maggio, c’è la svolta pop e sul podio torna Muti

di Luca Gasparoni
In foto, una scena de La meravigliosa storia del flauto magico (Foto Michele Monasta)
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In foto, una scena de La meravigliosa storia del flauto magico (Foto Michele Monasta)

Sangiuliano: «Si attui il programma per rendere il teatro sostenibile»

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FIRENZE. Una nuova stagione per il Maggio musicale fiorentino. Con un cartellone di ampio respiro, non solo musica lirica ma anche concerti pop/rock, danza e teatro in collaborazione con le altre realtà cittadine, così come auspicato da Palazzo Vecchio e Regione. E un nuovo modello di governance, nel segno della sostenibilità economica, della programmazione e soprattutto della «compostezza istituzionale», chiave di volta per permettere il salvataggio del teatro con una massiccia iniezione di fondi. Superando le contrapposizioni politiche e le accuse incrociate, con la commissione d’inchiesta in Consiglio comunale sempre più lontana in nome della necessità di garantire solide prospettive alla fondazione fiorentina.

«Il Maggio è tornato in piedi, ha delle ferite, certo, ma si sono rimarginate. Abbiamo portato il malato al pronto soccorso ma da questo grave momento ne siamo usciti. Oggi grazie all’impegno dei soci è possibile pensare a un futuro serio, importante, di rilancio che possa portare il teatro su lidi molto più sereni», spiega il commissario straordinario, Onofrio “Ninni” Cutaia, che aspetta la scadenza del mandato del 15 settembre per scoprire se il suo futuro sarà ancora a Firenze.

«Un’istituzione troppo prestigiosa perché fosse lasciata alla deriva. Con un grande atto di responsabilità e impegno il Mic è intervenuto insieme ad altri soggetti per salvarlo. Ora si attui quel programma di ampio respiro che abbiamo disegnato per renderlo stabile, sostenibile e all’altezza di quello che la città di Firenze merita. Chi deve riflettere sul passato lo faccia. Evitiamo polemiche guardiamo avanti nell’interesse della città», commenta il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. «Questa volta dovremo aprire una volta per tutte una nuova fase superando per sempre questo lungo e difficile periodo di 25 anni di debiti», promette il sindaco Dario Nardella. L’occasione per tratteggiare il piano di rinascita del Maggio dopo un anno travagliato è la presentazione del cartellone autunnale e delle linee guida per il 2024, anno in cui il teatro si prepara a cambiare pelle. Tra i concerti dei maestri Zubin Mehta e Daniele Gatti, «punti di continuità dell’eccellenza lirica» e il ritorno del direttore Riccardo Muti ci sarà spazio quindi anche per la danza, il teatro e la musica contemporanea. Già in programma uno show di danza in prima nazionale del coreografo Roberto Zappalà, in linea con la ripresa della collaborazione con Fabbrica Europa e uno spettacolo teatrale dedicato a Pessoa con regia di Bob Wilson in collaborazione con il teatro della Pergola. E soprattutto l’annuncio, sulla scia del concerto dell’orchestra del Maggio con gli Who, di concerti pop e rock nella cavea e nelle sale interne a partire dalla prossima estate. Una “svolta moderna” invocata con forza dal governatore regionale, Eugenio Giani che il commissario straordinario ha subito raccolto: «Un esempio è il parco della musica a Roma che conta su spazi polifunzionali e un’offerta culturale variegata. Che problema c’è? È la qualità che conta. È un falso problema la coesistenza di cose». Sul tavolo anche progetti per sfruttare gli ampi spazi teatrali per congressi, eventi ed altre iniziative. L’altra grande discontinuità del Maggio saranno i biglietti a prezzi più accessibili. «Tra le prime cose fatte c’è questa che ci ha consentito di avere il doppio del pubblico pagante rispetto a prima». Infine le novità a livello gestionale all’orizzonte: dalla presenza di un manager da affiancare al sovrintendente alla predisposizione di un nuovo meccanismo di governance. E un pensiero su chi potrà guidare il Maggio una volta uscito dalla crisi. «Il futuro per me è molto legato a fatti istituzionali, sarò qui fino al 15 settembre. La fase commissariale prevede che si agisca in maniera straordinaria perché il momento è straordinario ma questa, così come la nuova gestione, sono decisioni che prenderanno i soci, a partire dal Mic», commenta Cutaia che viene visto con favore da più di un socio in ottica futura. «C’è la collaborazione con gli altri operatori fiorentini e toscani. L’apertura ad altri generi, a nuovi pubblici, c’è il teatro per le famiglie e ci sono i prezzi accettabili. Finalmente tutto al Maggio è come dovrebbe essere. Ora dobbiamo farlo durare», conclude la presidente della Commissione cultura in Consiglio regionale, Cristina Giachi.

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