Sicurezza
L’allarme al pronto soccorso: «In pochi e sommersi di lavoro»
Ma la direzione assicura: «In arrivo diciotto nuovi infermieri»
FIRENZE. Puntano il dito contro la mancanza di personale, lanciano l’allarme per carichi di lavoro insostenibili e mancanza di pianificazione a cui si aggiungono i problemi legati alla sicurezza. La Rsu dei lavoratori del pronto soccorso di Careggi torna a battere i pugni per denunciare le condizioni lavorative di personale infermieristico e operatori socio sanitari (oss). Problemi che, temono, non saranno risolti neanche dall’arrivo dei 18 nuovi assunti annunciati dall’azienda.
Criticità queste che sono emerse anche dall’incontro del 4 agosto in cui la Rsu ha sottolineato «l’assenza di valida pianificazione nella formazione del personale». «Difficoltà enormi – afferma Riccardo Baldassini – che non vengono percepite solo per il senso di servizio del personale. Noi sapevamo già da aprile maggio che saremmo stati sotto almeno di dieci persone per coprire le ferie estive programmate annualmente. Verso maggio sono cominciate ad arrivare mail in cui ci chiedevano degli sforzi per coprire le ferie. Ma dieci persone che mancano in un mese vuol dire che chi fa già il suo turno, cioè sei notti al mese, doveva rientrare minimo una notte o due al mese, a cui se ne aggiunge una di reperibilità». E sui ritardi nei pagamenti degli straordinari Baldassini aggiunge con amarezza: «Se è vero che vali per quanto ti pagano, la sensazione di non valere niente è forte in questo momento». Difficoltà che spesso si legano anche al tema della sicurezza e delle aggressioni subite dai lavoratori: «Episodi del genere continuano ad accadere – racconta Roberta Guadagno – quando non sono aggressioni fisiche sono verbali». Problemi che secondo la Rsu rischiano di non essere risolti neanche dai nuovi innesti programmati: «Le 18 assunzioni di infermieri dichiarate dalla direzione, sono una goccia nel mare, visto il piano del fabbisogno triennale inviatoci dall'Azienda e in considerazione del piano triennale di riduzione, regionale, del personale del comparto. È ovvio che queste assunzioni non potranno essere tutte per il Deas». E dubbi riguardano anche i tempi: «Hanno 30 giorni per rispondere, poi avranno bisogno di un affiancamento, quindi saranno pronti per il prossimo anno, sempre se vengono lasciati lì, perché ci sono già pensionamenti che non hanno odore di copertura – sottolinea Baldassini –. Solo nel mio turno almeno tre hanno vinto il concorso e andranno via e tre o quattro dovrebbero andare in pensione». Una ricostruzione che la direzione di Careggi però non esita a smontare: «Smentiamo che i 18 nuovi assunti non vadano al pronto soccorso, confermiamo che le nuove assunzioni riguardano il Deas. Per quanto riguarda la tempistica abbiamo velocizzato al massimo la procedura. Sono già state inviate le lettere ai primi 18 in graduatoria – la graduatoria per gli infermieri è stata pubblicata il 20 luglio – che a questo punto hanno 30 giorni per rispondere, ma a tutti abbiamo chiesto la disponibilità a prendere servizio anche prima. Abbiamo provato – prosegue la direzione – a trovare una soluzione attraverso gli interinali intanto, ma non è stato possibile». E sul problema sicurezza la direzione aggiunge: «La nostra attenzione sul pronto soccorso è alta. È stata raddoppiata la vigilanza e stiamo procedendo all’aggiornamento delle telecamere sostituendo quelle obsolete».
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