Sicurezza
Aeroporto di Firenze, dopo 84 anni Enac risarcirà i terreni mai pagati a Peretola
Deve versare 150mila euro agli eredi di un nobile fiorentino che nel 2006 aveva scoperto che la sua famiglia non era mai stata regolarmente espropriata e indennizzata
FIRENZE. Una storia che arriva dal passato remoto di un’Italia che non era ancora in guerra e che nei decenni a seguire è rimasta in sonno con buona pace di tutti. Poi per quelle improvvise geometrie del destino il caso è emerso in superficie prendendo quasi subito la via dei contenziosi. Al centro della vicenda ci sono alcuni terreni, nella piana di Sesto Fiorentino, che vennero occupati per la realizzazione dell’aeroporto a Peretola. Era il 1939. Nessuno pagò espropri o chiese alla proprietà di trattare il prezzo per acquisire quelle tre particelle per un totale di 12mila metri quadrati. Ci ha pensato il Tribunale a fissare prezzo e responsabilità del mancato esproprio condannando Enac a versare il dovuto ai proprietari. Ma andiamo con ordine.
Terreni “fantasma”
Rimasto silente, e chissà magari anche ignoto, tra i numerosi beni di una facoltosa e nobile famiglia fiorentina, quel piccolo patrimonio è venuto alla luce nel 2006. L’occasione fu dolorosa. Alla morte della proprietaria fu necessario mettere ordine tra gli averi della nobildonna. Successe allora come in tutte le famiglie che hanno proprietà da dividere che, all’apertura della successione, gli eredi appresero in maniera compiuta la consistenza del lascito. E così il conte figlio, nonché imprenditore agricolo con una tenuta non lontana da Firenze, venne a sapere dell’esistenza di quell’ettaro di famiglia “sottratto” senza preavviso.
La condanna
Prima in via bonaria, e poi con una causa civile, chiese un risarcimento per quello che riteneva essere stato un esproprio di Stato gratuito e a sua insaputa. Nelle more del giudizio il nobile è deceduto. Saranno i figli a incassare l’importo stabilito dal Tribunale di Firenze che ha condannato Enac a versare 150mila euro di risarcimento a cui vanno aggiunti circa 15mila euro di spese di lite. Non solo. Enac aveva chiamato in causa nel giudizio civile Toscana Aeroporti, ma il giudice ha escluso qualunque responsabilità del titolare della concessione a cui l’ente nazionale per l’aviazione civile dovrà anche pagare 7mila euro di spese legali.
La causa
Nell’aprile 2016 il conte, dopo un controllo documentale sulle particelle, fa presente a Enac che quei terreni sono stati occupati fin dal 1939 senza titolo. Dopo alcuni mesi, arriva la risposta: «Ormai fanno parte integrante dell'aeroporto Vespucci e sono acquisiti alla struttura per usucapione». L’ente cerca, comunque, di evitare la causa e offre 85mila euro per una transazione che viene respinta. Si va in Tribunale.
Il principio
La sentenza chiarisce che «l’occupazione di un immobile di un privato, in mancanza di un regolare decreto di esproprio, configura un illecito di diritto comune non istantaneo ma permanente, soggetto alle norme ordinarie di prescrizione, che viene a cessare solo con la restituzione dell’immobile stesso ovvero con la rinuncia del proprietario al suo diritto, fatto sempre salvo il risarcimento del danno subito, anche per equivalente: il tutto per l’elementare principio che lo Stato, nelle sue varie articolazioni, unico custode ed esecutore delle norme di diritto, non può sopprimere i diritti di ogni cittadino se non nelle forme previste dalla legge».
Silenzio dal 1939
I campi erano stati occupati dalle strutture dell’aeroporto senza che via sia mai stato alcun provvedimento di esproprio «nei confronti dell’avente diritto, fatto non contestato dai convenuti che non hanno prodotto alcun atto in senso contrario che avesse come parte il proprietario pro tempore dei fondi in questione». Non è mai stato adottato un regolare procedimento espropriativo, neanche nella forma semplificata prevista dalla legge sulla materia.
Il calcolo dei danni
Il proprietario può chiedere i danni solo a partire dal mese di aprile 2011, vale a dire entro il termine dei cinque dalla sua prima richiesta, tutti gli anni precedenti risultano prescritti. Alla fine, servono 150mila euro per risarcire la proprietà. E sanare, dopo 84 anni, l’occupazione abusiva.
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