Sicurezza
Firenze, allarme dei sindacati in piazza: «Senza reddito di cittadinanza si rischia un’altra crisi sociale»
Oltre duecento con la Cgil in protesta contro l’abolizione del sussidio: «Decisione spietata, serve una proroga per gestire la fase di transizione»
FIRENZE. «Basta con le guerre ai poveri» Lo striscione che campeggia davanti alla prefettura è il cuore della protesta messa in atto ieri mattina dalla Cgil dopo lo stop al reddito di cittadinanza deciso dal governo. Senza questo strumento universale di contrasto alla povertà, sostengono dal sindacato, migliaia di persone in difficoltà, anche in Toscana, si ritroveranno senza sostegni.
«Denunciamo da mesi che il superamento del reddito di cittadinanza, con gli strumenti adottati dal governo e la tempistica scelta, avrebbe generato una bomba sociale, ed è quello che sta accadendo», afferma il segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi presente al presidio partecipato da circa 200 persone. «La decisione del governo – aggiunge – è grave, tanto più in un momento in cui il caro vita mette in ginocchio il Paese, e spietata, perché si fa cassa con la povertà». Sotto attacco, oltre alla scelta, anche il modo in cui è stato deciso di comunicarla: «Il messaggio dell’Inps inviato a tutti i percettori a cui non è più riconosciuto il sostegno lede la dignità delle persone, si rischia di accendere una miccia fatta di disagio e di forte difficoltà. Quello del governo è un atteggiamento di crudeltà e insofferenza verso chi si trova in condizioni di bisogno. Il governo scarica sui Comuni che sono da soli e senza risorse adeguate, i servizi sociali hanno poche linee guida e soffrono per le carenze di personale». La Cgil avanza quindi una proposta per cercare di venire incontro alle tante persone rimaste da un giorno all’altro senza reddito: «Abbiamo proposto di prorogare il reddito di cittadinanza almeno fino alla fine dell’anno – dice Rossi – per mettere il sistema pubblico nelle condizioni di gestire nel migliore dei modi la fase di transizione, pur sapendo che sarà molto complicato. Anche perché c’è un disallineamento dei tempi: l’assegno di inclusione partirà a gennaio e lo strumento di sostegno alla formazione da settembre. Servono subito sostegni a chi è in difficoltà». Nel 2022 sono stati 47.065 i nuclei familiari che hanno percepito il reddito di cittadinanza in Toscana, il numero di persone coinvolte è di 98.480, per un importo medio mensile di 513 euro.
In occasione del presidio, è stato presentato da Ires Toscana lo studio sull’economia toscana “Sotto attacco chi lavora e la povera gente”. L’inflazione, mostra lo studio, fa perdere potere d’acquisto a chi lavora, crescono le rate di mutui, preoccupano gli indebitamenti, rincara il carrello della spesa, i salari sono al palo. Il costo dei generi alimentari continua a crescere più dell’inflazione. Per una famiglia composta da due adulti e due bambini, con una spesa mensile per generi alimentari pari a 500 euro nel 2021, lo stesso paniere di beni costava 52,5 euro in più a settembre 2022. Tra settembre 2022 e luglio 2023, un ulteriore rincaro dei prezzi porta oggi il costo dello stesso paniere a 586,50 euro. Per una famiglia di quattro persone quindi, la spesa nel 2023 costerà almeno 1.040 euro in più rispetto al 2021. Il presidente Ires Toscana Gianfranco Francese spiega: «Già lo scorso anno si era evidenziato l’effetto asimmetrico dell’inflazione importata soprattutto dall’iperaumento delle bollette energetiche, un effetto che colpiva pesantemente le persone con meno reddito. Quello che si evidenzia maggiormente quest’anno è che anche in presenza di un raffreddamento dell’inflazione, che comunque in Toscana è di qualche punto più alta della media nazionale, si mantiene quell’asimmetricità che già lo scorso anno aveva falcidiato i redditi medio-bassi». Famiglie per le quali il reddito di cittadinanza rappresentava una boccata d'ossigeno su cui da ora non potranno neanche più contare.
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