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Firenze, pugnalato alla schiena nel parco: le Cascine sempre più far west

Firenze, pugnalato alla schiena nel parco: le Cascine sempre più far west

Il sospetto di una “guerra” fra pusher. Il 28enne non ha voluto riferire dettagli sui suoi aggressori né rivelare il luogo della violenza

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FIRENZE. Era per terra, gli occhi sbarrati. La paura nel volto, una macchia di sangue sul retro della maglietta. Accasciato, nascosto. In fuga. Anche se non ha saputo e forse voluto dire da chi e da cosa stesse scappando. Solo quella ferita in basso, sulla schiena. E lui scombussolato, impaurito, ma non troppo loquace. «Sono stato aggredito in tramvia, all’Isolotto». Prima versione. «In tramvia ma qui, nel parco». Seconda versione. «No forse prima di salire in tramvia». I sanitari del 118 che l’hanno soccorso e ascoltato hanno avuto una sola certezza dal suo racconto: il ragazzo che avevano di fronte, colpito nel buio del parco l’altra sera intorno alle 21.30, marocchino di 28 anni, è l’ennesima vittima di una zona ormai fuori controllo, un far west di piccole bande che fanno il bello e il cattivo tempo alle Cascine, rendendo il polmone verde della città, dove fino a qualche anno fa i fiorentini si recavano a fare jogging, a passeggiare e a frescheggiare in estate, forse il luogo più inospitale e pericoloso di Firenze.

Quel giovane magrebino, poi identificato dalla polizia e trasportato a Careggi per le prime cure, potrebbe essere la vittima di un regolamento di conti fra pusher che da tempo si spartiscono i viali, le piazzole e perfino i cespugli del parco. Il ventottenne è stato intercettato dalle volanti alla fermata sul viale degli Olmi, ma non è chiaro come sia arrivato lì, né ha dato indicazioni per risalire a uno o pià aggressori. Il suo racconto è lacunoso. Ha detto di essere stato aggredito in tramvia, ma su nessuno dei mezzi passati dalle Cascine in serata sono state trovate tracce di sangue, che invece sarebbero state visibili vista la grandezza della ferita. La punta del coltello che l’ha colpito, per fortuna, non è nadata in profondità, ma ha lacerato una parte estesa. Fino a ieri non erano chiare diagnosi e prognosi, ma non sarebbe in pericolo di vita. Certo, è l’ennesimo episodio di violenza alle Cascine, per cui da tempo i comitati del Quartiere 1 chiedono rinforzi, l’ultima volta l’hanno fatto con una petizione inviata al ministro dell’Interno Piantedosi da 1200 firme. Non solo. Proprio in una riunione dei comitati di qualche giorno fa, è stata anche una docente del Polimoda a lanciare l’allarme sui rischi che si corrono a anche solo ad attraversare il parco a piedi. «Molte nostre studentesse che frequentano la sede alla Manifattura Tabacchi sono state molestate, e una stuprata».

Quella di mercoledì sera alle Cascine non sarebbe l’unico episodio. La Fondazione Caponnetto ha ricevuto notizia di una spedizione punitiva avvenuta ai danni di un giovane tunisino al Giardino Caponnetto sul lungarno del Tempio. Anche in questo caso un regolamento di conti. La vittime sarebbe arrivata da Livorno dove avrebbe accoltellato un connazionale. Un episodio che però né carabinieri né polizia confermano.

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