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Firenze, pestata in faccia e derubata del suo stipendio: è caccia a tre banditi in fuga

di Matteo Leoni
Firenze, pestata in faccia e derubata del suo stipendio: è caccia a tre banditi in fuga

Non si fermano le indagini della polizia sul caso della cameriera di 37 anni che sabato all’alba è stata rapinata in piazzale Vittorio Veneto

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FIRENZE. Pestata brutalmente in faccia, fino a romperle naso e denti, perché cercava con tutte le forze di difendere lo stipendio appena incassato. Non si fermano le indagini della polizia sul caso della donna di 37 anni che sabato all’alba è stata rapinata in piazzale Vittorio Veneto, zona Cascine, mentre rientrava a casa con la figlia. Gli agenti hanno fermato un ventunenne originario del Marocco, accusato di essere uno dei protagonisti dell’aggressione. Ma si cercano altri tre banditi, riusciti a darsi alla fuga dopo il colpo. Tra loro un ragazzo sui venti anni, probabilmente nordafricano, con maglia e pantaloni bianchi: colui che materialmente avrebbe strappato la borsa dalle mani della vittima, quando era ormai a terra sanguinante. Gli accertamenti proseguono attraverso l’esame delle telecamere della zona.

Sabato mattina la trentasettenne e la figlia, ventunenne, sono state accerchiate da una banda di quattro persone. I malviventi hanno iniziato a spintonarle nel tentativo di afferrare la borsa della donna. Lei però ha resistito, scatenando la rabbia del branco. In particolare del ventunenne poi sottoposto a fermo. Secondo il racconto della vittima, il giovane l’avrebbe afferrata per i capelli facendola cadere rovinosamente a terra. Poi l’avrebbe colpita con un calcio al volto, facendole saltare i denti e rompendole il naso. A questo punto, quando ormai era ridotta all’impotenza, il complice vestito di chiaro le avrebbe portato via la borsa. Alla scena ha assistito la figlia della donna. Quando ha cercato di intervenire in difesa della madre, i banditi l’hanno colpita con violenti schiaffi alla testa, tanto da farla cadere a terra intontita e disorientata.

I banditi sono scappati ma la trentasettenne ha riconosciuto il suo aggressore mentre si trovava al pronto soccorso. Il ventunenne marocchino ci era finito dopo essersi lussato una spalla tentando di sfuggire a una pattuglia della guardia di finanza, poco dopo aver cercato di mettere a segno un altro colpo: aveva tentato di rubare il telefono a una donna. Così per lui è scattato il fermo, per il quale il pm di turno, Sandro Cutrignelli, ha chiesto la convalida al giudice. Quando è stato bloccato aveva ancora con sé i soldi rubati alla vittima: 600 euro, lo stipendio appena riscosso per il suo lavoro di cameriera in un hotel in provincia di Firenze. A causa dell’aggressione la donna, medicata al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi, ha riportato fratture e contusioni giudicate guaribili in 25 giorni: trauma cranico facciale, avulsione di denti, rottura del naso e graffi al dorso e alle gambe. Sette i giorni di prognosi per la figlia, rimasta contusa.

Stando ai primi accertamenti, l’aggressore sottoposto a fermo, arrivato in Italia nel marzo scorso come richiedente asilo e incensurato, avrebbe agito sotto l’effetto di sostanze psicotrope.


 

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