Sicurezza
Paolo Morello sarà il direttore del Meyer. Giani accelera (con l’ok di Roma)
Il cambio serve a risollevare l’Asl in vista del 2025: Gelli e D’Urso in pole
FIRENZE. Paolo Morello passa dall’Asl centro alla guida del Meyer. Altro che veti e mugugni nel partito e il rischio di vedersi bocciata la nomina dal governo Meloni. Eugenio Giani fuga ogni dubbio e i retroscena su possibili mal di pancia dem e accelera sulla nomina del nuovo direttore generale del pediatrico. «Dal primo settembre – dice il presidente – Paolo Morello sarà il nuovo dg, ringrazio Alberto Zanobini per il grande lavoro svolto, ma non avrebbe potuto proseguire. È già stato prorogato ed è scaduto il suo secondo mandato, dovevamo cambiare».
È già arrivato in Regione il parere favorevole del ministro della Sanità Orazio Schillaci e pure quello della rettrice Alessandra Petrucci. Adesso serve solo l’ok della commissione sanità in consiglio comunale, ma chi la presiede fa sapere che la proposta di Giani otterrà un via libera dalla maggioranza dem: «Il primo agosto ci sarà l’audizione di Morello – dice il presidente della commissione sanità Enrico Sostegni – Tutto ok». E anche il segretario toscano dem Emiliano Fossi conferma: «Le nomine sono una prerogativa del presidente, ikl nome di Morello era in ballo da tempo e non c’è mai stata ostilità».
Insomma, nulla osta. Così l’attuale dg dell’Aslona più importante della regione traslocherà al Meyer. Anzi, ritornerà, per la precisione. Perché il padovano Paolo Morello Marchese, classe 1956 e medico dal 1982, specializzato prima in gastroenterologia e poi in igiene e tecnica ospedaliera, al pediatrico fiorentino, ha iniziato il suo percorso “toscano” da manager della sanità proprio nell’ospedale per bambini e ragazzi più conosciuto di Italia prima da direttore sanitario tra il 2000 e il 2004 e poi da dg fino al 2009. È stato lui a gestire tutta la fase di transizione e trasloco dal vecchio ospedale di via Luca Giordano alla nuova sede dell’ex villa Ognissanti. Una nomina che non va giù a Fratelli d’Italia. «La nomina di Morello sembra dettata dalla volontà di trovargli un posto per terminare dignitosamente la sua carriera da dirigente pubblico (non dimentichiamoci che il direttore della Asl Centro andrà in pensione tra soli due anni) – dice il consigliere regionale meloniano Diego Petrucci – Il Meyer, invece, avrebbe bisogno di altro: di manager capaci di valorizzarlo ancora di più nel panorama europeo e renderlo una eccellenza oltre i confini italiani. Sarebbe servita una nomina nel segno della discontinuità e di lungo respiro. Uno dei problemi della sanità toscana è l’eccessiva politicizzazione che ha creato un sistema incapace di dare risposte ai cittadini». Non è un mistero che il governatore meditasse un cambio al vertice dell’ospedale fiore all’occhiello di Firenze e della Toscana già da tempo, soprattutto dopo che l’inchiesta su concorsopoli ha coinvolto l’attuale dg Zanobini. Ma non è la sola spiegazione. Giani riconosce a Zanobini il merito di aver fatto da nocchiere del pediatrico negli anni di crescita e modernizzazione, trasformandolo in una eccellenza che adesso sta per diventare un Irccs, un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. E non solo vuole evitare che l’inchiesta macchi questi risultati, ma deve pensare anche all’Aslona dell’area centrale della Toscana. Lì resterà ad interim per un po’ come facente funzioni l’attuale direttore sanitario Lorenzo Gori, ma poi serve un cambio di passo. La sanità nell’area centrale sarà un tema chiave della campagna delle Regionali del 2025 e fra Firenze, Prato e Pistoia c’è il granaio di voti del Pd. Un sistema sanitario accidentato da liste d’attesa a volte lunghissime non è il migliore dei biglietti da visita. Così, fra i rumors, si affacciano già due nomi per il dopo Morello. Uno è quello dell’attuale direttore del dipartimento di sanità all’assessorato in Regione, Federico Gelli, medico ed ex deputato dem; l’altro è quello di Antonio D’Urso, il dg che nella Asl Sud est ha saputo invertire la rotta proprio sulle liste d’attesa e che piace molto a Giani. In realtà il presidente non ci avrebbe ancora pensato davvero. E conta di farlo nelle prossime settimane.
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