Sicurezza
Ex Antilotex, scatta il sequestro. Ora si lavora per “blindare” la zona
La proprietà conferma che ricorrerà al Tar contro l’ordinanza del sindaco
FIRENZE. Ieri mattina (mercoledì 26) intorno alle 11 le forze dell’ordine si sono presentate in massa all’ex mobilificio Antilotex di via Fanfani a Castello. Il complesso dell’azienda dismessa, dove in meno di un mese sono stati appiccati ben quattro roghi, è stato posto sotto sequestro preventivo. I sigilli sono scattati a seguito di un decreto firmato dalla gip Agnese Di Girolamo su richiesta della pm Alessandra Falcone. Dal tardo pomeriggio di ieri, quando sono terminate le operazioni, l’area è tornata nella disponibilità della proprietà. Oggi inizierà il non facile lavoro di messa in sicurezza di tutta la zona, che sarà cinturata per evitare che possano introdurvisi, come avvenuto più volte in passato, occupanti abusivi. Incombenza che spetta per legge alla proprietà, alla quale è stata affidata la custodia dell’immobile.
«Quella di oggi è stata una tappa importantissima, ha funzionato tutto in maniera perfetta. Ringraziamo la procura della Repubblica, l’ufficio gip e tutte le forze dell’ordine che hanno effettuato l’intervento» afferma il legale della proprietà, avvocato Francesco Ceccherini. «La proprietà – prosegue – già da oggi (ieri per chi legge, ndr)ha fatto intervenire la propria impresa edile. Verrà transennata l’area e ancor di più messa in sicurezza, cercheremo di blindare tutto il perimetro esterno per evitare che i soggetti vi facciano ingresso, dopodiché dialogheremo con l’ente pubblico, il Comune, che sicuramente ci darà una mano nel valutare tutte le opzioni possibili per riqualificare l’area. Credo che il Comune ci debba dare una mano sulla valutazione della viabilità intorno, perché quello è sicuramente il nodo più importante da risolvere affinché l’area possa diventare appetibile per fare attività di logistica».
Resta aperta la questione dell’ordinanza urgente con la quale il sindaco ha imposto alla proprietà di mettere in sicurezza la zona entro quindici giorni, e verso la quale la proprietà ha annunciato che ricorrerà al Tar. Ma anche su questo fronte sarebbero in atto prove di dialogo con la pubblica amministrazione: «L’ordinanza verrà impugnata formalmente – precisa Ceccherini –, ci sono una serie di adempimenti da fare in tempi brevissimi e agosto è alle porte. Ma comunque ritengo che il Comune si sia reso conto della situazione e che farà la sua parte».
Ieri sul posto sono arrivati polizia di Stato, carabinieri e polizia municipale. Per poter ispezionare i locali interni però è stato necessario aspettare l’arrivo dei vigili del fuoco del nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico radiologico), che hanno fornito agli agenti le protezioni necessarie per accedere in sicurezza nello stabile. Dopo gli incendi di rifiuti e masserizie dei giorni scorsi, garantisce chi ieri è entrato per le verifiche, l’area dentro sarebbe ancora irrespirabile. Dopo un sopralluogo che ha richiesto alcune ore, tutte i locali dell’area sono stati aperti e ispezionati, ed è stato accertato che all’interno non c’era nessuno. Gli occupanti avrebbero abbandonato definitivamente la zona dopo l’ultimo dei roghi divampati.
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