Gioco
Cartonificio Fiorentino, gli operai temono la cessione dell’azienda
Preoccupazione a Sesto Fiorentino per le prospettive della società
SESTO FIORENTINO. Si inaspriscono i rapporti tra le segreterie nazionali di Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil Ugl Cartai Cartotecnici e il gruppo Progest che comprende anche il Cartonificio Fiorentino di viale Ariosto a Sesto Fiorentino. La mancanza di chiarezza sulle scelte del gruppo sono uno dei punti su cui si battono i sindacati e i lavoratori Le organizzazioni sindacali sottolineano che la storica difficoltà relativa all’assenza di relazioni industriali con il gruppo Progest dell’imprenditore Bruno Zago si è acuita nell’ultimo periodo anche a livello territoriale. Situazione questa che, secondo i sindacati sta complicando e aumentando «le preoccupazioni delle maestranze che sono di fronte al rincorrersi di voci incontrollate sempre più insistenti di cessioni parziali o totali delle aziende del Gruppo ad altri player multinazionali del settore Cartario Cartotecnico».
A questa situazione di incertezza dei lavoratori si aggiunge anche la carenza di lavoro in alcuni siti. Anche nella sede di viale Ariosto a Sesto Fiorentino gli 80 lavoratori chiedono maggiori informazioni sul futuro dell’azienda. «Il calo di lavoro c’è – spiega Simone Pinelli della Rsu del Cartonificio Fiorentino – ma dipende principalmente da scelte fatte dalla proprietà, dall’incapacità di chi dirige a livello commerciale questa azienda. Questa è stata un’azienda che non ha mai avuto problemi, ma il direttore commerciale attuale, secondo noi ha fatto scelte sbagliate». Nonostante questo le commesse al Cartonificio Fiorentino ci sono. Progest, spiegano i sindacati, ha rifiutato qualsiasi confronto. Ma i lavoratori sono anche preoccupati per le voci che circolano sulla possibile vendita dell’azienda. «Sappiamo che ci sono delle trattative – spiega Pinelli – anche se non conosciamo i particolari, se si parla di vendita complessiva o di comparti. Ci sono tante richieste di acquisto del Gruppo e della nostra azienda in particolare. Ma l’azienda non fa trapelare niente e noi abbiamo bisogno di chiarezza». A questo proposito le organizzazioni sindacali chiedono alla proprietà di convocare un tavolo nazionale per fare chiarezza della situazione ed intraprendere un percorso che sia costante e duraturo.
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