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Firenze

Il reportage

Sos da San Jacopino: vandalismi e furti, raccolte 300 firme

di Chiara Vignolini
Sos da San Jacopino: vandalismi e furti, raccolte 300 firme

Il comitato di Firenze chiede un incontro con prefetto e questore e intanto aderisce alla petizione da inviare al ministro

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C’è chi sistema i vestiti in vetrina, chi pulisce tavolini e sedie in attesa dei primi clienti della giornata e chi apre il bandone del negozio. Una nuova giornata di lavoro sta per cominciare per i commercianti di San Jacopino. E con lei anche molta preoccupazione. La zona, da tempo, è sottoposta a continui vandalismi e furti. Non si contano più i vetri rotti, le serrature forzate, la merce rubata, gli schiamazzi in strada, le auto danneggiate o graffiate. E ancora lo spaccio, le persone in stato di ebrezza e la vendita di alcolici fino alle quattro del mattino. «Ci sentiamo abbandonati» è questo il grido di disperazione dei commercianti e dei residenti, oramai allo stremo, che vivono nella paura costante e in situazioni difficili da gestire. I danni a cui le loro attività sono sottoposte sono oramai molti e i clienti spesso hanno paura di essere aggrediti o di trovarsi nel bel mezzo di persone moleste in stato di ebrezza. Non va meglio per i residenti che vedono, invece, completamente devastate le auto parcheggiate: finestrini frantumati, graffi e sportelli aperti. E proprio adesso che ci si avvia verso le ferie, le preoccupazioni si fanno più intense. Le denunce effettuate dai cittadini sono molte ma l’intervento delle forze dell’ordine tarda ad arrivare e negli ultimi giorni i danneggiamenti sono stati due: una vetrina rotta in un bar e furto di merce all’interno di una pizzeria. «Abbiamo avuto un danno proprio ieri sera.

Hanno spaccato il vetro della porta d’ingresso ma non sono riusciti ad entrare. Certo il danno c’è perché non possiamo lasciare il vetro in questo modo, dobbiamo cambiarlo e questo ha un costo. Molte sono anche le persone ubriache, due giorni fa circa tre ragazzi sono entrati, verso le sei di mattina, con due ragazze in coma etilico. È toccato a noi chiamare l’ambulanza – continua una dipendente di uno dei bar coinvolti – Quando ci troviamo davanti a persone ubriache e moleste che disturbano i clienti e noi dipendenti mentre lavoriamo, cerchiamo subito di contattare le forze dell’ordine ma intervengono dopo più di un’ora e mezzo quindi a volte ci arrendiamo». Per questo le associazioni e i comitati di quartiere si sono uniti per aiutare le istituzioni attraverso una petizione che verrà inviata al ministro dell’interno. Promossa dall’associazione Borgognissanti ha coinvolto anche i comitati cittadini di San Jacopino, Leopolda Viva, via il Prato, via Montebello, Corso Italia, Ponte Vecchio, via Maso Finiguerra e via Palazzuolo proprio per chiedere maggiore sicurezza e controlli. A San Jacopino, le persone che effettuano furti, scassi e danni ai negozi e alle auto parcheggiate sembrano essere sempre diverse. Ma rimane costante la paura e la rabbia dei commercianti che si trovano a dover pagare danni ingenti. Le firme, in questa zona della città, aderenti alla petizione sono già intorno alle trecento persone tra residenti, commercianti e cittadini.

«La mia attività è stata una delle prime ad essere danneggiata. A novembre 2022 due ragazzini, di poco meno di diciotto anni, hanno colpito con un mattone il distributore delle bibite e hanno rotto il vetro. Non sono riusciti a prendere niente ma in compenso mi hanno fatto un danno di 1.500 euro. Per non parlare dell’ulteriore sistema d’allarme che ho dovuto installare. Sono arrabbiata, tanto. Io avrei optato per il poliziotto di quartiere, per me era la soluzione migliore» commenta una commerciante di via Doni. I controlli da parte delle forse dell’ordine ci sono ma vengono effettuati in modo astratto: spesso questi controlli sono affidati alla polizia municipale che, però, non si occupa di gestire questo tipo di intervento.

«C’è un problema di ordine pubblico che non riguarda la polizia municipale che, anzi, ringraziamo infinitamente per essere comunque intervenuta nonostante non fosse di loro competenza. Le forze dell’ordine, fino ad ora, sono sempre state puntuali e precise ogni volta che abbiamo fatto delle segnalazioni – continua Simone Gianfaldoni, presidente del Comitato San Jacopino – Ultimamente non riceviamo una risposta idonea. Non so da cosa sia dovuto, ci informeremo e proveremo a chiedere un incontro con il prefetto e con il questore. Abbiamo poi dato avvio, grazie all’associazione di Borgognissanti, ad una petizione che arriverà al ministro dell’interno. Attualmente, solo a San Jacopino, siamo intorno alle 300 firme. Chiaro segno che bisogna intervenire per dare un po’ di tranquillità e dignità ai commercianti e ai residenti».
 

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