Italia
Firenze, un comando Nato aprirà a Rovezzano: scatta la protesta dei residenti nella zona
«Saremo un obiettivo sensibile». Stasera un’assemblea al circolo Arci Luciano Piani
FIRENZE. Un comando della Nato a Rovezzano, negli spazi della caserma Predieri. È previsto l’arrivo in città del quartier generale Multinational Division-South, un comando inserito nella Nato Force Structure, su base Divisione “Vittorio Veneto” che avrà autorità sulle forze terrestri assegnate dall’Alleanza nell’area di responsabilità.
La struttura potrà contare su una componente specifica a connotazione multinazionale, con la partecipazione nello staff della divisione di militari provenienti da altri paesi dell’alleanza atlantica.
Una decisione che viene da lontano, da una richiesta avanzata dal governo italiano e approvata dai Paesi membri nell’ottobre del 2019.
Una decisione che arriva come un fulmine a ciel sereno per residenti e attività presenti in zona. Tanti i dubbi che l’iniziativa porta con sé, dalle ripercussioni sulla viabilità allo svolgimento di attività in centri di aggregazione che sorgono nelle immediate vicinanze come l’associazione il Melograno.
Per questo un gruppo di abitanti del quartiere, alcune realtà associative del territorio e soggetti che si oppongono alla guerra e al militarismo come il comitato fiorentino “Fermiamo la guerra, Europe for Peace – FI”, si sono incontrati nei giorni scorsi per discutere e decidere come mobilitarsi per contrastarne la realizzazione.
«Questo progetto risale ad alcuni anni fa, ma la popolazione della città e del quartiere non è mai stata informata né consultata», spiegano i cittadini, lamentando uno scarso coinvolgimento della comunità nella decisione di collocare il quartier generale Nato nel cuore della città.
Poi i dubbi di ordine pratico: «L’arrivo del comando comporterà una serie di cambiamenti che peseranno sulla vita degli abitanti – affermano – Sarà prevista una fascia di protezione che renderà inagibile parte del verde circostante e in particolare del parco fluviale. La mobilità verrà riorganizzata, creando disagi, dato che la zona rappresenta una delle principali direttrici per entrare e uscire dalla città».
Tra i punti poco chiari per i cittadini riunitisi nei giorni scorsi anche l’impatto sul mercato immobiliare della zona che potrebbe subire delle alterazioni: «Sia negli affitti che nelle vendite, la presenza del comando Nato inciderebbe con modifiche sensibili nella domanda di alloggi e di conseguenza nei prezzi».
Ma a preoccupare maggiormente i residenti della zona è la questione sicurezza: «Nella situazione presente, con una guerra in atto che coinvolge anche l’Italia e in cui la tensione aumenta minacciosamente, questa struttura diventa un obiettivo sensibile, che non dovrebbe trovarsi all’interno di un centro abitato come Firenze».
«La nostra città potrebbe accogliere il comando nato più grande dell’Europa del sud, in un momento in cui le tensioni internazionali hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi cinquant’anni».
La scorsa settimana in consiglio comunale è stato anche presentato un question time da parte della capogruppo di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu.
«Non vogliamo soffermarci sul fatto – ha detto Bundu – che non è di competenza del Comune di Firenze scegliere dove mettere le basi Nato, ma sapere quali sono state le azioni della giunta per far sì che la decisione fosse condivisa con la città, e se il Comune abbia valutato le conseguenze dell’inserimento di tale struttura sulla città: la viabilità e le trasformazioni sul tessuto sociale».
Sulla questione è intervenuta la vicesindaca Alessia Bettini: «La Multinational Division-South sarà orientata a svolgere le missioni indicate dal Paese e dall’alleanza ovunque richiesto, pur mantenendo un orientamento verso il fianco sud. Si tratta di trasformare in senso multinazionale l’attuale comando della divisione Vittorio Veneto con la partecipazione, in aggiunta a quello nazionale, di personale proveniente da paesi Nato, replicando nei fatti un esperimento positivo che si è già sviluppato nella stessa caserma negli anni tra il ’95 e il 2012 con il comando Eurofor. Firenze, città cosmopolita, favorirebbe l’integrazione delle famiglie dei membri internazionali e beneficerebbe di investimenti nazionali e internazionali, con ricadute positive sui cittadini e sull’intero tessuto economico-sociale del territorio comunale».
Per affrontare la questione intanto la Rete democratica fiorentina (che comprende Anpi Firenze, Arci Firenze, Associazione dei senegalesi Firenze e circondario, Centro sociale evangelico di Firenze, Cgil Firenze, Giuristi democratici di Firenze, Libertà e giustizia Firenze, Rete degli studenti medi di Firenze) ha indetto un’assemblea che si riunirà stasera alle 21 al circolo Arci Luciano Piani, dal titolo “La Nato sbarca a Rovezzano, vogliamo almeno parlarne?”.
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