Il dolore
Firenze, protesta contro il centro per minori: lanciati sassi e bottiglie di vetro
Prima una rissa all’interno e poi una manifestazione improvvisata in strada. Non è esclusa l’ipotesi di un regolamento di conti tra bande. Feriti due carabinieri
FIRENZE. Notte choc quella tra lunedì e martedì in via di Scandicci, dove è divampata una protesta improvvisa fuori dal centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, culminata in una sassaiola contro l’edificio e con due carabinieri, intervenuti per sedare gli animi, rimasti feriti. Due ragazzi ospiti del centro, accusati di aver preso parte a una rissa all’interno dello stabile, sono stati denunciati. I carabinieri della Compagnia di Scandicci, guidati dal maggiore Gianfranco Cannarile, in queste ore sono al lavoro per risalire all’identità dei responsabili della protesta in strada.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tutto è cominciato con una rissa, nata all’interno del centro. Protagonisti, almeno tre ragazzi. Erano appena tornati da una serata passata fuori, ma poi qualcosa è andato storto e sono volati i pugni. Tra loro un sedicenne e un diciassettenne, che sono stati denunciati, e un terzo minore, che sarebbe in corso di identificazione in queste ore. L’altra notte, pur essendo ferito, si sarebbe allontanato prima dell’arrivo dei militari, lasciando in strada delle vistose tracce di sangue. I minorenni non hanno voluto spiegare che cosa abbia scatenato il diverbio. Quando sono iniziate a volare le botte, gli operatori della struttura hanno avvisato i carabinieri. Ma nel frattempo il caos dovuto al parapiglia e alle grida della rissa ha scatenato una protesta in strada. Una trentina di persone si sono radunate davanti alla palazzina di due piani di via di Scandicci, sede del centro, e hanno iniziato a gridare parole contro la presenza dei ragazzi: «Basta, avete rotto», sono alcune delle frasi che sono state indirizzate ai giovani ospiti. Tra i protagonisti della manifestazione improvvisata, ci sarebbero stati pure alcuni residenti della zona, esasperati dopo essere stati svegliati dal trambusto proveniente dal centro per minori. Ma non solo. Una delle ipotesi al vaglio è che la protesta possa essere stata strumentalizzata da altri ragazzini. Altri minori, appartenenti a un’altra gang, che avrebbero approfittato della situazione per cercare di soffiare sul fuoco, forse per un regolamento di conti con gli ospiti della struttura. Si sospetta, ma si tratta di uno scenario che dovrà essere confermato dalle indagini, che siano stati proprio questi giovani a far scattare il lancio di bottiglie di vetro e di sassi all’indirizzo della palazzina. Gli ospiti del centro hanno cercato di rispondere, e hanno tentato di uscire per fronteggiarsi con la folla, mettendo a dura prova i carabinieri. Per tenere separati i due gruppi è stato necessario l’impiego di tutto il personale della Compagnia di Scandicci e di rinforzi fatti arrivare da Firenze. Alla fine due militari dell’Arma sono rimasti feriti, per fortuna in modo lieve, mentre uno dei minori ha rotto il finestrino di una delle auto di servizio. La folla si è dispersa all’arrivo dei rinforzi, al suono delle sirene della gazzelle. In questo modo, dopo circa due ore, intorno alle 2,30, la situazione è tornata alla normalità. Ieri per tutta la giornata i carabinieri hanno ascoltato persone in caserma, per ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili. I due ragazzini di 16 e 17 anni protagonisti della prima rissa all’intero del centro sono stati medicati in ospedale per contusioni. Sono accusati di rissa, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.
In via precauzionale gli ospiti del centro, una decina, tutti seguiti dai servizi sociali del Comune di Firenze, sono stati divisi e smistati in altre strutture. Sul caso è intervenuta anche l’assessora Sara Funaro, che ha spiegato come queste situazioni potenzialmente esplosive trovino la loro origine in un sovraccarico delle strutture: «Nell’ultimo periodo – spiega – abbiamo avuto un’esplosione di presenze. A oggi a carico del Comune ci sono oltre 440 minori non accompagnati. In una situazione del genere è inevitabile che ci siano situazioni più problematiche, è necessario avere un carico minore nel nostro comune, gli operatori sono sotto stress».
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