Il dolore
Toscana Pride, la parata dei diritti: in trentamila attesi a Firenze
Le famiglie arcobaleno: «Noi nel mirino del governo». Partenza da Porta Romana: «Sfileremo con gioia, ma anche con rabbia per le discriminazioni»
FIRENZE. Arriva oggi uno degli eventi più attesi per la comunità Lgbtqia+: il Toscana Pride torna a Firenze dopo 7 anni e la città è pronta ad accogliere 30 mila persone da tutta la Toscana e non solo. Il ritrovo del grande corteo è fissato dalle ore 16,30 al Giardino delle Scuderie Reali, mentre la partenza è prevista intorno alle 17,30 a pochissimi metri, dal piazzale di Porta Romana.
Da qui l’itinerario della sfilata toccherà via Romana poi, prima di passare davanti a Palazzo Pitti, il corteo attraverserà via Maggio, fino a camminare sul Lungarno Guicciardini. I manifestanti passeranno lungo il Ponte alla Carraia, Lungarno Vespucci e poi cammineranno in Borgo Ognissanti. Il Toscana Pride si concluderà alle Cascine, passando per via il Prato, Porta a Prato, il controviale di viale Fratelli Rosselli e, infine piazza Vittorio Veneto, dove sarà allestito un palco su cui si esibiranno artisti e non solo.
Il Pride di Firenze sarà ricco di dibattiti anche, e soprattutto, a carattere politico. «Se negli ultimi sette anni, da parte della società civile, è cresciuta una coscienza sempre maggiore sui temi Lgbtqia+, poco o nulla si è mosso nella politica nazionale, anzi la nostra comunità è sempre più sotto l’attacco delle istituzioni e dall’attuale governo – spiegano gli organizzatori del Toscana Pride – Constatiamo con rabbia come, alla nostra comunità, in Italia non venga ancora riconosciuta piena dignità, rispetto e riconoscimento. Le forze politiche riempiono d’odio il dibattito pubblico dimostrandosi completamente aliene e inadeguate a rispondere ai bisogni della comunità Lgbtqia+. Per queste ragioni pretendiamo leggi, tutele e diritti adeguate alle necessità di ogni individuo che garantiscano il pieno benessere di tutte le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans*, queer, intersex e asessuali».
Un Pride, quindi, carico di gioia, ma anche di rabbia che non potrà non infuocare il palco delle Cascine trasformando Firenze in un palcoscenico di rivendicazioni al governo Meloni.
La parata si animerà di dibattiti sui temi più rilevanti degli ultimi tempi, come le famiglie omogenitoriali. Il tema della famiglia è uno dei più sentiti e sono tante le associazioni pronte a sottolinearlo. Tra loro, abbiamo Famiglie Arcobaleno Toscana, che vi parteciperà con l'iconico trenino.
«Sarà un momento di gioia e di divertimento per i bambini che saranno con noi, ma per gli adulti sarà un momento di contestazione e di lotta per vedere riconosciuti i nostri diritti e doveri che chiediamo allo stato italiano – racconta Cristiano Fico, referente di Famiglie Arcobaleno Toscana – Quest'anno il Pride assume un significato politico maggiore. Siamo nel mirino del governo perché non si fa altro che parlare di famiglie omogenitoriali, ma tutte le associazioni che parteciperanno oggi alla sfilata hanno sposato la nostra causa e ne siamo felici».
La comunità arcobaleno, ogni giorno, si fa promotrice di numerose battaglie finalizzate al riconoscimento pubblico e alle libertà personali: a partire dalla richiesta di una legge che renda inammissibile la discriminazione per orientamento sessuale, genere o identità, la comunità desidera una nuova legge che tuteli l’autodeterminazione dei corpi, superando la 164/1982, così da rendere più veloce, snello e accessibile ogni percorso per l’affermazione di genere.
Inoltre, desidera che venga facilitato e reso omogeneo l’accesso alla terapia ormonale per chiunque ne faccia richiesta, e che continui a essere tutelato il diritto allo studio nelle scuole e nelle Università attraverso l’attivazione delle carriere alias. Infine, chiede una norma che istituisca in Italia il matrimonio egualitario e una riforma complessiva del diritto di famiglia che estenda a tutti la possibilità di adottare o procreare.
Il Pride è la festa dell'orgoglio Lgbtqia+, ma è anche un momento che consente alla comunità di uscire fuori in piazza per riprendersi gli spazi di chi «vorrebbe silenti e nascosti» i suoi membri: «Partiamo dalla parata e dalle strade per urlare a gran voce le nostre esistenze nel dibattito pubblico, per prendere la parola su di noi nei media, nelle scuole, sui posti di lavoro, e nelle nostre famiglie», spiegano gli organizzatori del Toscana Pride.
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