Sicurezza
Bambina scomparsa a Firenze, nuovo appello dei genitori. Le indagini: la pista privilegiata
I legali della piccola di nuovo in procura per un vertice con i magistrati. E sulla partecipazione della città dicono: «Fino a ora dalle istituzioni c’è stato un silenzio di tomba»
FIRENZE. «Ho chiesto al Comune di organizzare una manifestazione in solidarietà della famiglia». Lo spiega l’avvocato Filippo Zanasi, che insieme alla collega Sharon Matteoni assiste i genitori di Kataleya Alvarez, la bimba di cinque anni scomparsa il 10 giugno scorso dall’ex hotel Astor di Firenze. Il tempo passa, di Kata non si hanno notizie e i suoi genitori si sentono abbandonati dalla città: «Fanno appelli a destra e a sinistra – spiega il legale –, ma poi alle fiaccolate vanno solo poche persone, come se ci fossero bambini di serie “a” e bambini di serie “b”. «Non è scomparsa una bimba peruviana – prosegue il legale –, è scomparsa una bimba, fino a ora dalle istituzioni c’è stato un silenzio di tomba».
Proprio ieri intanto gli avvocati Filippo Zanasi e Sharon Matteoni sono tornati in procura per incontrare i magistrati che stanno conducendo le indagini, l’aggiunto Luca Tescaroli, la pm della Dda Christine Von Borries e il pm Giuseppe Ledda. «Abbiamo avuto un colloquio informativo – spiega Zanasi –, noi abbiamo espresso ancora una volta la nostra assoluta e incondizionata collaborazione, sia da parte nostra che dei nostri assistiti. A breve presenteremo delle memorie difensive». «La sensazione – aggiunge Zanasi – è che la procura abbia fatto un lavoro importante, siamo consapevoli che viene fatta un’attività potentissima».
Ieri mattina in procura si sono presentati anche i genitori di Kataleya, che però non hanno partecipato all’incontro con i magistrati: «Mi rivolgo a chiunque abbia preso mia figlia, anche per errore– ha detto Katherine Alvarez uscendo dal Palazzo di giustizia –, liberate Kata o fateci sapere se è ancora viva». La donna ha anche rinnovato l'invito a partecipare al presidio organizzato a Firenze per lunedì sera dall'associazione Penelope e dalla comunità peruviana in piazza Dallapiccola a un mese dalla sparizione della bimba.
Le indagini dei carabinieri proseguono, incentrare sugli elementi forniti dall’esame analitico delle telecamere della zona, una ventina in tutto. All’occorrenza però gli investigatori hanno a disposizione le immagini di tutte le 1.500 telecamere cittadine, di cui è stata estratta copia. Al momento però non ci sarebbe nessuno sviluppo importante. Si continua a lavorare a testa bassa, senza tralasciare nessun dettaglio. La pista privilegiata resta quella del sequestro a scopo di estorsione. I genitori di Kata avrebbero ipotizzato più volte, parlando con gli inquirenti, che potesse essersi trattato di uno scambio di persona: una tesi però che non sarebbe tra quelle privilegiate dalla procura. Lo scenario in cui si lavora è quello della guerra tra gruppi che si contendevano il racket delle camere all’Astor.
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