Sicurezza
La Cassazione assolve i genitori dell’ex premier
Tiziano Renzi e Laura Bovoli prosciolti definitivamente dall’accusa di aver emesso fatture false
Confermata in Cassazione l’assoluzione per i genitori dell’ex premier Matteo Renzi, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, nel processo per presunte fatture false che li vedeva accusati di aver emesso attraverso società a loro riconducibili due fatture per prestazioni inesistenti: una da 20mila euro dalla Party e l’altra da 140mila euro dalla Eventi6, entrambe per consulenze ad aziende riferibili all’imprenditore Luigi Dagostino, che riguardavano lo studio di fattibilità per un’attività di ristorazione e aumentare i clienti nell’outlet The Mall nel Valdarno.
In primo grado i coniugi Renzi erano stati condannati a un anno e nove mesi. Poi l’assoluzione, con formula piena, in appello. Infine ieri il proscioglimento definitivo da parte della Cassazione. I guai non finiscono invece per l’imprenditore Luigi Dagostino, coimputato e difeso dall’avvocato Alessandro Traversi. Per lui la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione pronunciata dai giudici di secondo grado. Anche lui infatti, dopo la condanna a due anni in primo grado, era stato assolto in appello per le false fatture e condannato a nove mesi di reclusione per il solo reato di truffa aggravata. Gli si contestava di aver sollecitato alla nuova dirigenza della Tramor, la società da lui amministrata prima del passaggio nella holding del lusso Kering, il pagamento della fattura da 140mila euro.
Alla notizia dell’assoluzione definitiva dei genitori, è stata immediata la reazione da parte di Matteo Renzi: «Con la decisione della Corte di Cassazione di oggi si chiude un processo, quello contro i miei genitori, che non avrebbe mai dovuto essere aperto. Solo l’ostinazione pervicace e ideologica della procura di Firenze ha costretto lo Stato italiano a spendere centinaia di migliaia di euro del contribuente per una vicenda giuridicamente inesistente. Non esiste risarcimento per la sofferenza di tutta la famiglia in questi anni. Ma la definitiva assoluzione dimostra, una volta di più, che fare le battaglie in tribunale e affermare la verità è il modo più serio di rispettare le istituzioni contro chi usa alcune procure come arma politica nei confronti degli avversari».
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