Sicurezza
Prima l’incidente con il suv, poi si allontana dall’ospedale e viene trovato morto. Il mistero all’università di Firenze
Il corpo senza vita di un uomo di 52 anni nel cortile del Dipartimento di Matematica. Si era allontanato dal pronto soccorso di Careggi dopo un incidente stradale
FIRENZE. È uscito di strada col proprio Suv a San Miniato procurandosi ferite che hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso, è stato medicato all’ospedale di Careggi, poi si è allontanato senza dire niente a nessuno e qualche ora dopo è stato trovato morto ai piedi delle scale del Dipartimento di Matematica dell’Università di Firenze. Questa l’incredibile fine di Marcello Gilardi, 52 anni, sulla cui morte ora sta indagando la polizia.
Tutto è iniziato all’ora di pranzo di martedì, quando Giraldi, nato in provincia di Milano e residente a Fucecchio, ha perso il controllo del proprio Suv mentre stava percorrendo una stradina sulle colline di San Miniato, in località Calenzano. L’auto è finita nel fossato che costeggia la strada e nell’urto il conducente ha riportato un forte trauma cranico. Il medico dell’ambulanza ha ritenuto che ci fosse bisogno dell’elicottero per trasportare il ferito all’ospedale di Careggi e così Gilardi è volato in direzione di Firenze, dove è arrivato nel primo pomeriggio.
Qui le cose cominciano a farsi più confuse. Giraldi è stato sicuramente preso in carico dai sanitari e medicato. Non era in pericolo di vita, ma avrebbe dovuto restare in osservazione per il trauma cranico che aveva riportato. Invece a un certo punto della serata, sembra senza firmare alcun foglio di dimissioni volontarie, si è allontanato dall’ospedale e non si sa esattamente dove sia andato. Probabilmente ha fatto poca strada, quella sufficiente ad arrivare nell’edificio dove poi è stato trovato morto.
Il Dipartimento di Matematica dell’Università di Firenze occupa il primo edificio sulla destra di viale Morgagni, uscendo dall’ingresso principale dell’ospedale di Careggi. Basta attraversare la strada, lasciarsi alle spalle un bar e un’edicola e si arriva al cancello dal quale verosimilmente Gilardi è passato per entrare.
Ieri il direttore del Dipartimento, Luigi Barletti, ha spiegato che il cancello di solito viene chiuso tra le 21 e le 21, 30 e non c’è un allarme esterno. In ogni caso è molto facile scavalcarlo e di lì non si può entrare nei locali dell’Università perché ci sono i tornelli e c’è l’allarme, ma si può raggiungere la scala metallica di emergenza sotto alla quale è stato poi trovato il corpo senza vita di Gilardi.
La polizia ritiene che la morte dell’uomo risalga alla nottata, intorno all’una. Sarà l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Solinas a chiarirlo. Quanto alle cause, si propende per una caduta dall’alto. Da un primo esame esterno del corpo, non sono emersi segni di violenza, ferite da arma da taglio o contusioni sospette oltre alle ferite provocate dalla possibile caduta. Insomma, al momento non ci sono elementi per ipotizzare un omicidio.
A scoprire il cadavere, ieri mattina intorno alle 8, è stata una bibliotecaria del Dipartimento che era uscita un attimo sul ballatoio per spegnere la prima sigaretta della giornata e ha notato il corpo riverso a terra. All’inizio ha pensato a un senzatetto che si fosse addormentato accanto alle scale ma ben presto si è capito che era qualcosa di molto peggio.
Gli studenti della facoltà non hanno visto praticamente nulla perché è arrivata subito la polizia e ha delimitato l’area con le fettucce bianche e rosse, mentre gli uomini della Scientifica facevano i primi rilievi.
A chiarire definitivamente come siano andate la cose la scorsa notte saranno probabilmente le immagini di una telecamera di sorveglianza che registra 24 ore su 24. La polizia ha acquisito le immagini e nelle prossime ore le esaminerà per capire per quale motivo Marcello Gilardi sia precipitato, probabilmente dalla seconda rampa, finendo sul selciato.
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